AS Roma

CardioParma! È un’Europa strameritata

Malen apre e chiude il tabellino, in mezzo Strefezza, Keita e Rensch. L'Europa è assicurata. Nel primo tempo anche un palo di Soulé e un rigore negato. Cuesta spudorato

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
11 Maggio 2026 - 06:00

Dopo aver vinto a Bologna e con la Fiorentina, la Roma batte anche il Parma e si porta a casa la terza delle cinque finali che i ragazzi di Gasp si sono ripromessi di vincere. Ne mancano due ora: il derby e Verona. E al momento la classifica dice che la Roma ha ripreso il Milan in caduta libera al quarto posto (ma in teoria sta sotto, condannata dagli ingiusti esiti dei confronti diretti, maledetti), ha lasciato indietro il Como di due punti e si è per ora assicurata almeno l’Europa per il tredicesimo anno consecutivo (nessuno in Italia ha fatto tanto nello stesso periodo), poi si vedrà di quale tipo: di primo livello, se Milan o Juve mollassero ancora qualcosa e la Roma no, di secondo livello se il Como restasse dietro, di terzo se le cose finissero male. Ma sarebbe un peccato, dopo una partita come quella di ieri, prima dominata, poi persa, poi rivinta, in un crescendo di emozioni che hanno finito per dare alla testa al povero Cuesta, il perfettino spagnolo che ieri ha gettato la maschera, spargendo il post partita di considerazioni ridicolmente vittimistiche, citando episodi di facile interpretazione come segni di chissà quale complotto antiParma quando l’unica vera e clamorosa incertezza arbitrale riguarda la mancata assegnazione di un rigore alla Roma per un chiaro fallo di Valenti su Mancini sullo 0-0, nel primo tempo, quando la squadra giallorossa era padrona del campo. Subito dopo è arrivato lo splendido vantaggio di Malen e nonostante altre importanti occasioni (tra cui un palo di Soulé, in realtà un’occasione sbagliata) all’intervallo si è andati col minimo vantaggio.

Nella ripresa è arrivato subito il gol del pari di Strefezza, per un’incertezza in palleggio romanista, e, dopo altre clamorose palle-gol mancate, il gol di Keita a tre minuti dal termine è sembrata l’ingiusta condanna per una stagione decisamente poco fortunata. E invece nei minuti di recupero è avvenuto il miracolo, tutto orange: al 94’ Rensch con un tiraccio dal limite ha trovato l’angolino del pareggio, al 98’ lo stesso olandese è stato cinturato in area da Britschgi, fallo incredibilmente invertito da Chiffi sul campo prima dell’inevitabile on field review ordinata dal Var Mazzoleni, con il rigore assegnato alla Roma e trasformato da Malen al minuto 101, per la festa dei mille tifosi romanisti non romani e di tutti i giallorossi in campo, compreso lo scatenato Gasperini. 

La Roma di questo periodo del resto può essere più forte di tutto, deve esserlo, anche delle curiose interpretazioni arbitrali del primo tempo. Chiffi e Mazzoleni hanno prima chiuso un occhio su uno spintone a mano aperta di Circati sul petto di Dybala, al 6’, poi hanno (giustamente) individuato un fuorigioco di Malen su gran lancio di Mancini (l’olandese ovviamente aveva sfruttato la palla saltando Suzuki di ginocchio, resistendo al recupero di Troilo e depositando in rete, prima dell’annullamento), e incredibilmente al 19’ non hanno assegnato un calcio di rigore solare anche prima del Var, figuriamoci ora (Mancini si è beccato un calcione da Valenti in area dopo averlo anticipato su una palla vagante). Ma subito dopo è arrivato il vantaggio, con una ripartenza romanista rifinita con strepitosa qualità da Dybala e ovviamente Malen, al gol numero dodici in stagione. Poi ci sono state altre occasioni per il raddoppio: in particolare con un gran passaggio di Dybala per Hermoso con cross non sfruttato a un metro dalla porta avversaria, e poi con un delizioso pallonetto di Dybala per Soulé che ha schiacciato maldestramente di testa quasi a porta vuota cogliendo invece il palo. Poi nel finale, in ripartenza, il Parma ha abbaiato senza mordere, tirando alto con Strefezza su errore di Soulé, spaventando Svilar su un passaggio arretrato avventato di Ndicka e con Valeri a sfruttare un maldestro rinvio di Celik crossando in un’area però deserta. Cuesta a fine partita citerà questi tentativi come prove della buona partita del Parma, ma la gara aveva dato indicazioni decisamente diverse, con la Roma a dominare e il Parma a difendere bassi col 532 e a ripartire in contropiede sugli errori di palleggio romanisti. Gasperini aveva schierato Dybala dal primo minuto accanto a Soulé e dietro Malen, unica variazione rispetto alla partita con la Fiorentina, con Pisilli in panchina. Dietro sempre Celik e Wesley sulle fasce, con Cristante  e Koné nel mezzo e la solita difesa con Mancini a prova di squalifica nel derby (diffidato, ha passato la decima giornata senza altri gialli).

La ripresa è cominciata con una doccia gelata per la Roma: un palleggio mal gestito tra Hermoso e Koné ha fatto infuriare Gasperini che ha preso a calci una bottiglietta e lanciato la transizione parmigiana, con un bell’assist di Nicolussi Caviglia per Strefezza che è rientrato sul destro ingannando ancora Hermoso e calciando forte in diagonale all’angolo opposto, con Svilar battuto. Subito dopo il Parma ha restituito il favore facendosi strappare il pallone sul limite dell’area e Malen ne ha approfittato portandosi al cospetto di Suzuki, ma stavolta tirandogli addosso. Dopo due cambi (Pellegrini per Strefezza, Ghilardi per Hermoso) è arrivato un corner incornato proprio da Pellegrini con il gol del vantaggio del Parma: ma l’assistente Bahri ha giustamente ravvisato un fuorigioco attivo di Troilo, che si è persino abbassato per far passare il pallone, scorrettezza confermata dal Var. Gasp ha spinto sull’acceleratore inserendo Pisilli per Soulé e El Aynaoui per Cristate, dinamismo al posto del carisma. Ma la Roma è andata un po’ in difficoltà e il Parma ha affondato altri colpi, con un destro di Ordonez laterale con Svilar fuori dai pali e una ripartenza non rifinita. Poi una nuova combinazione romanista ha portato ad un’altra doppia occasione, con Malen (respinto) e Pisilli alto. Cuesta ha tolto poi l’attivissimo Valeri e l’altro esterno Delprato, così Gasp ha risposto metttendo Venturino (per Koné, che era stato messo sulla trequarti dopo l’ingresso di Pisilli in mediana) e Rensch, spostato a sinistra (per attaccare di più a destra con Wesley). Le ultime speranze sono svanite con un destro di Pisilli respinto quasi sulla linea da Circati e poi con un colpo di testa di Mancini fuori misura. Poi il già descritto, incredibile finale, con il gol dell’illusorio vantaggio di Keita ben servito da Estevez, il pareggio a tempo scaduto di Rensch e il rigore poi trasformato da Malen, col fischio finale arrivato a 14’ minuto di recupero.

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