Senza fare calcoli
Non chiedetemi le combinazioni per la Roma agli ottavi, anche perché non riuscirei a ricordarmele tutte. E poi, soprattutto, perché Gasperini è abituato a voler vincere sempre
(GETTY IMAGES)
Non chiedetemi di raccontarvi le combinazioni attraverso le quali la ROMA potrebbe, addirittura, qualificarsi direttamente agli ottavi anche senza vincere in Grecia.
Perché non riuscirei mai a ricordarmele tutte e perché nemmeno voi – durante la partita – avreste comunque voglia di seguire quegli incastri. E poi, soprattutto, perché Gasperini è abituato a voler vincere sempre e senza star lì a perdere troppo tempo dietro certi calcoli. Anche quando, ascoltandolo, uno potrebbe pensare – faccio riferimento alla conferenza stampa precedente la vittoria contro lo Stoccarda – che quei calcoli se li stia facendo eccome.
Macché, nessuno.
E allora, semplicemente, il fischio d’inizio meglio aspettarlo con il consueto fremito addosso che precede qualsiasi altro di Coppa quando con un piede si sta nel presente ma con l’altro si è già proiettati al futuro: gli ottavi. Belli da raggiungere – per prestigio, introiti e, soprattutto, emozioni – in qualsiasi modo possibile ma, ancor di più, se direttamente potendo giocare, a febbraio, contro il Napoli. Senza doversi preoccupare di gestire le forze in vista dell’andata o, meno che mai, di affrontare la Juventus all’Olimpico subito dopo i novanta minuti di ritorno.
Vincere aiuta a vincere: non è mai un modo di dire e figurarsi, allora, in questo caso.
Andando a prendere il Panathinaikos ovunque avrà palla, trasformando la pressione difensiva in azioni d’attacco, catapultandoci nell’area avversaria con sei-sette uomini per cercare il gol anziché sopravvivere. E tutto questo a prescindere dai nomi di chi andrà in campo. Noi che su quello, di campo, perdemmo nel duemiladieci – così come nella partita di ritorno all’Olimpico – pur potendo schierare gente del livello di Juan, Pizarro, De Rossi o Vucinic. Giochiamo, allora. Senza nemmeno disperdere energie dietro agli ultimi giorni di mercato perché tanto non sono i giocatori né tantomeno i tifosi a chiudere le trattative. Casomai, e ti pare poco, insieme si può chiudere il cerchio intorno al quale si vive, si gioca e si vince.
Poi, alla fine sì, andremo a leggere la classifica. Senza farci troppe domande e dandoci, casomai, sempre la stessa risposta: FORZA ROMA!
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