Per la Roma

Ogni secondo di questa settimana

Quella che stiamo aspettando non è una semplice partita tra due squadre ma un modo di vivere differente

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Danilo Per la Roma
25 Febbraio 2026 - 08:00

Tic-tac, tic-tac... dal triplice fischio di ROMA Cremonese anziché fermarsi il cronometro ha preso slancio. Ogni secondo, sottrae. Avvicinandoci a domenica sera e, perciò, a quella partita che stiamo tutti aspettando. Chissà quante volte avrò scritto e raccontato del “Sabato del villaggio” di Leopardi che non è una poesia: è un ideale per sapersi godere la vita. La rivalutazione del prima, la dilatazione della bellezza, la sublimazione di ogni speranza: si immagina, si condivide. Per questo chi pensa che una partita di calcio dura novanta minuti del calcio non ha capito niente: questa, poi, di partita dura una settimana e si gioca ogni giorno, tutti i giorni. Quotidianamente. Che bello.

Parole semplici

Ragionateci su queste due parole così semplici: che bello. Dategli e diamogli valore. Che se da ragazzini ogni attesa era un fastidio, che se da ragazzini “Non vedo l’ora” era un inno all’immediatezza... crescendo la felicità uno impara a dilatarla, preservarla. Andandola a cercare dentro ogni insenatura per metterla sotto spirito così da poterla sorseggiare lentamente. E se ci siamo lasciati alle spalle la salita, oggi stiamo per scollinare: domani sarà diverso, giovedì come un innesco. Quello vero. Escalation di stati d’animo inversamente proporzionali alle parole che ci scambieremo incontrandoci per strada. Tra Romanisti.

«Ci siamo capiti» 

Perché quando cresce l’agitazione, diminuisce il dialogo: si chiama intesa. E da domani sarà sufficiente uno sguardo: “Ci siamo capiti”. Certo, ci siamo capiti. Prima di salutarci con un granitico “Forza Roma” ben sapendo di ricevere in cambio “Sempre”. Smezzandoci speranze e paure, abbracci e disperazione, racconti eterni e quel romantico malessere che alimenta la contrapposizione nel calcio senza la quale questo sport sarebbe solamente esibizione. 

E, invece, quella che stiamo aspettando non è una semplice partita tra due squadre ma un modo di vivere differente, una maniera di intendere la vita così distante che ci permette di rimarcare con convinzione l’esistenza del bene e del male, del giusto e dello sbagliato.

Da questa parte, la nostra, si sta benissimo.

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