Nei giorni in cui non lavora s'infila la tuta della Roma, la felpa super giallorossa del club che ha fondato, e si dirige al bar del centro, crocevia serio del passaggio importante in città. E in quella posizione strategica intercetta residenti simpatizzanti che incrociandolo lo salutano con il più classico dei "Forza Roma!", turisti e cittadini senza particolari fedi calcistiche. Con tutti parla e discute, e tutti (in particolare quelli che mostrano simpatie romaniste) cerca di "trascinare" nella sua tana. E iscriverli d'imperio al Roma club. Lui è Marco Mascellani. Il Roma club è quello di Ferrara: la splendida città estense la cui squadra calcistica è la biancoazzurra Spal e dove certo non ti aspetteresti di trovare una roccaforte giallorossa. Perché di questo realmente si tratta. Mascellani infatti, ben noto al vertice dell'Utr (Unione Tifosi Romanisti), può contare sul maggior numero di soci rispetto a qualunque altra squadra storicamente tifata a Ferrara (Milan, Inter, Juventus). E giustamente ne è orgoglioso.

«Il club è nato nel 2000/2001 ma abbiamo deciso di rifondarlo completamente nel 2014 perché sentivamo l'esigenza di fare una cosa più per famiglie, per passare tempo insieme con tranquillità e con i bambini. Io stesso ho due bambini piccoli, un maschio e una femmina, e mi piace fare trasferte insieme, insegnare loro che cosa è la Roma e come la si deve amare e rispettare». Voi penserete ora che Marco Mascellani è un romano trapiantato a Ferrara. Oppure il figlio di genitori romani o romanisti costretti a trasferirsi e che hanno trasmesso al figlio maschio la passione per la loro squadra del cuore. Nulla di più sbagliato. «Una mattina all'inizio degli anni Ottanta si vendevano delle confezioni con più pacchetti di patatine che contenevano una piccola "casacchina" delle varie squadre di calcio. Qui a Ferrara, Spal a parte, erano in massima parte juventini, milanisti o interisti. Io trovai in queste confenzioni una meravigliosa casacca plastificata rossa con il colletto giallo. E me ne innamorai perdutamente. Non potete sapere nè forse capire, che cosa è stato per me vivere lo scudetto del 1982, bambino, da Ferrara. E Falcao, Bruno Conti, i Mondiali di calcio, tutto quello che poi è successo negli anni successivi e questi anni di Francesco Totti. Sono stato fortunato e spero di esserlo ancora tanto».

Mascellani, che è uno dei tre tifosi più forti d'Italia sul tema Totti al punto da essere scelto in passato per una serata Rai, presente proprio l'ex Capitano della Roma, ed essere stato al centro di una puntata su Mediaset Premium, è il miglior ambasciatore possibile della Roma a Ferrara. «La mia è una fede, lo so. Essere tifosi della Roma è una fede ed è quello che ci contraddistingue da tutti gli altri tifosi di squadre italiane. Per noi è importante vedere la Roma giocare. Vincere è un di più». Un presidente dunque a tutti gli effetti. Un romanista che non vede altre partite - per sua stessa ammissione - perché non gli interessano («qualche gufatina in realtà ancora la faccio talvolta») e che vive con passione solo il calcio della Roma: «Sarà l'età, ma che devo dire... Mi sono chiuso tutto nella mia squadra e non concepisco altro. Fortunatamente mia moglie è una donna molto intelligente e sa bene che l'intera famiglia è "tarata" settimanalmente sui tempi e i modi della nostra Roma».