Ricominciamo. Questa volta letteralmente. Le vacanze concesse in occasione della sosta invernale del campionato finiscono oggi per tutti i giocatori. Da domani si torna a fare sul serio: subito al lavoro a Trigoria, dove Di Francesco ha fissato la ripresa degli allenamenti con una doppia seduta. Domenica prossima è in programma la sfida di cartello contro l'Inter dell'ex Spalletti al Meazza. E la Roma deve assolutamente riprendere il discorso interrotto fra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio. Ovvero ritrovare i risultati che l'avevano portata a ridosso della vetta. «Sono il tecnico, ho la responsabilità di tutto il gruppo, sta a me ritrovare il bandolo della matassa»: parole e musica di Eusebio Di Francesco, datate mercoledì scorso, quando l'allenatore era ospite di una rassegna di moda a Firenze e ha voluto mandare un messaggio a tutti. Non sottraendosi agli oneri che derivano dal periodo delicato della squadra, ma anzi rilanciando. La Roma non può essere quella vista nelle ultime settimane, per una ragione semplice, quasi banale: nei precedenti tre mesi e mezzo è stata altro. È stata la squadra che ha detenuto per tutto il girone d'andata il primato della difesa meno battuta del campionato; quella che ha vinto il girone di Champions più complicato, mettendo in fila squadroni del calibro di Chelsea e Atletico Madrid; quella che, vincendo una partita ancora da recuperare, sarebbe stata incollata alla coppia di testa. Fino alla seconda metà di dicembre.

Poi qualcosa si è incrinato e ora sta proprio a Di Francesco rimettere le cose nel giusto ordine. L'auspicio del tecnico dopo l'ultima dolorosa sconfitta casalinga con l'Atalanta era stato che i giocatori ricaricassero le batterie durante queste vacanze. E in effetti gli elementi più brillanti in avvio di stagione (Kolarov, Dzeko e Fazio su tutti) negli ultimi match erano apparsi in affanno. Probabilmente più psicologico che fisico, stando alle dichiarazioni degli stessi protagonisti. È possibile che qualche variazione rispetto alle ultime settimane venga proposta nell'undici che scenderà sul terreno di gioco di San Siro, considerando anche che soltanto tre giorni dopo la Roma sarà attesa da un altro impegno ostico in casa della Sampdoria (il famigerato recupero della terza giornata d'andata, finalmente ci siamo). A Milano sarà sicuramente della partita Nainggolan, già annunciato dal tecnico, e molto probabilmente troverà un posto da titolare anche Pellegrini.

Se in campo qualcosa è destinato a cambiare, difficilmente sarà opera di nuovi acquisti: la linea del mercato è di attesa. Se si proporranno occasioni - in entrata come in uscita - saranno prese in considerazione. Altrimenti si resterà così, come ha spiegato Monchi più volte: «I rinforzi di gennaio li troveremo all'interno della rosa», facendo riferimento a quei giocatori che per i motivi più disparati hanno trovato meno spazio finora, come i due acquisti estivi Defrel e Schick. Nessuna lista di partenza, ma se i club interessati a Peres (Benfica, Galatasaray, qualche squadra inglese di seconda fascia) bussassero alla porta di Trigoria, se ne potrebbe discutere. Discorso simile vale per Skorupski: il polacco vorrebbe avere maggiori opportunità di giocare e che nella Capitale le occasioni di mettersi in luce per lui sono ridotte all'osso, soprattutto dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia. Si attendono offerte ufficiali, poi si valuterà. Non ci sarà alcuna cessione eccellente durante la sessione di gennaio. Eventualmente se ne riparlerà nella prossima estate, ma ora devono riporre i rispettivi sogni su Alisson anche due colossi del calibro di Real Madrid e Paris Saint Germain, che nelle ultime settimane si sono interessate al portiere. Lo stesso diretto interessato, intercettato ieri a Milano da Sky, ha respinto al mittente le offerte. «È ovvio che l'interesse dei top club europei fa sempre piacere, ma io sto benissimo a Roma e voglio restare nella Capitale». Capitolo chiuso.