Non c'è dubbio che Roma sia la protagonista indiscussa di questo avvio di campagna elettorale. I principali dibattiti nei talk show come pure nei comizi sono incentrati sulla situazione amministrativa della Capitale. Che fa discutere. E tanto. Dopo l'affondo del premier Gentiloni, ieri è stata la volta del leader del Pd Matteo Renzi, fortemente critico sul modo di governare del M5S. La strategia dei democratici è chiara: dimostrare di essere più affidabili dei pentastellati nei posti di comando. L'assalto al Campidoglio è partito da diversi giorni. Renzi ha lanciato un appello agli elettori: «Non scegliete l'incompetenza». Il messaggio erga omnes fa leva soprattutto sugli esempi amministrativi poco convincenti. Le giunte ‘grilline' di Torino e Roma adesso vengono prese di mira. Al Lingotto l'ex presidente del Consiglio ha chiamato in causa Raggi e i suoi: «A me di Spelacchio non interessa granché -ha detto a chiare lettere Matteo Renzi- non importa se sia bello o brutto. Il punto è che se spelacchio costa il doppio, non è un problema di onestà, ma di incompetenza. Il punto è se funziona o no una amministrazione». Ricordiamo come l'Anticorruzione ha chiesto chiarimenti al Campidoglio sui costi per l'albero (circa 38.000 euro), risultati pari a due alberi acquistati negli anni passati. Per la precisione l'Anac ha riscontrato che quest'anno è stata spesa una cifra analoga a quella del 2015, quando però furono allestiti due abeti. Inoltre, negli ultimi 3 anni il servizio è stato sempre affidato alla stessa azienda, venendo meno al principio di rotazione negli appalti.

Quasi immediata la replica della sindaca di Roma, che ha spostato l'attenzione sulla vicenda annosa della Metro C, uno dei grandi punti interrogativi dell'ultimo decennio. «Il segretario del Pd, ancora una volta, mistifica la realtà -ha dichiarato Virginia Raggi- se vuole continuare a parlare di Spelacchio, invece di occuparsi di temi più seri del Paese, dovrebbe almeno informarsi meglio. L'allestimento dell'albero in piazza Venezia non è costato il doppio rispetto agli anni scorsi. Anzi, è costato molto meno di quanto hanno speso le precedenti amministrazioni, comprese quelle del Pd. Comunque vorrei sottolineare che per Roma e l'Italia ci sono questioni più rilevanti di un albero di Natale. Se vuole parlare di raddoppio dei costi, si interroghi insieme a tutti gli italiani in merito all'esplosione di quelli per la Metro C causati dalle precedenti gestioni: lavori infiniti per realizzare metà del tracciato previsto. Il costo negli anni è aumentato di oltre 700 milioni di euro, passando da 2,2 a più di 2,9 miliardi di euro. E Renzi si occupa di un albero».

In costruzione dal 2007, ma con una storia che inizia negli 90, la Metro C è progettata per attraversare la città da nord-ovest, nel quartiere Della Vittoria, alla periferia est estendendosi oltre il Grande Raccordo Anulare per una lunghezza originariamente prevista di circa 25,6 km e 30 stazioni passando per il centro storico. La prima tratta di 15 stazioni, Monte Compatri-Pantano-Parco di Centocelle, è entrata in esercizio il 9 novembre 2014, mentre la seconda di 6 stazioni, Mirti-Lodi, è stata a sua volta inaugurata il 29 giugno 2015. Oltre al collaudo di San Giovanni, è ancora in costruzione anche la stazione di Colosseo. A questa fase ne seguirebbe un'altra per il prolungamento della rete fino a piazzale Clodio. La realizzazione della Metro C è finita più volte in cima alle cronache a causa dei vari ritardi e del costo previsto per la cosiddetta tratta fondamentale, quella compresa tra Clodio-Mazzini e Monte Compatri-Pantano, che ammonta a 3 miliardi e 739 milioni di euro. Per aprire la stazione di San Giovanni occorre completare il collaudo tecnico-amministrativo della linea che parte da Montecompatri. Per ottenerlo, bisogna che il quadro economico sia comprensivo di tutti gli aggiustamenti intervenuti in corso d'opera. Dal Campidoglio fanno sapere che tutto sarà pronto per domenica 4 marzo. Guarda caso.