Inghilterra batte Italia. Non stiamo parlando di una partita di calcio, ma del calcio in generale. Nel nostro paese le cose vanno al rilento. Stadi vetusti e vuoti, coefficiente tecnico livellato verso il basso, poco denaro, poco spettacolo e tante altre cose che non vanno. Eppure c'è più di qualche club che sta lavorando sodo per invertire la tendenza. Tra questi la Roma che con il progetto del suo stadio vuole dare una svolta, un'accelerata alla sua storia e a quella del calcio italiano che ha profondamente bisogno di un cambiamento. Un impianto sognato fin dagli Anni 80 con Viola, che - oltre a far aumentare i ricavi del club giallorosso e quindi la competitività della squadra - darebbe un segnale forte allo sport italiano. Una speranza. Di questo e tanto altro si è parlato ieri nel corso del convegno "Regno Unito e Italia: due idee di calcio a confronto" organizzato dalla rivista "Il Club" al Circolo Canottieri Aniene. Presenti tante personalità di spicco di entrambi i paesi. Per l'Italia il presidente del Coni Giovanni Malagò, il presidente del circolo Aniene Massimo Fabbricini, il Presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia, il Questore della Camera Stefano Dambruoso, il corrispondente a Londra della "Gazzetta dello Sport Stefano" Boldrini, l'ex giocatrice della Nazionale Patrizia Panico e il nostro Andrea De Angelis. Per il Regno Unito presenti l'Ambasciatrice in Italia Jill Morris e l'ex campione della nazionale inglese Sol Campbell. A moderare il confronto il noto giornalista Gianfranco Teotino.

 Ad aprire il convegno è stato il direttore de "Il Club" Francesco De Leo. Con lui sul palco l'Ambasciatrice del Regno Unito in Italia Jill Morris a cui è stata donata una maglia del suo Liverpool: «Dato che siamo a Roma, non oso menzionare la famosa finale di Coppa Campioni dell'84... - ha scherzato - Il calcio è una delle tante cose che uniscono i nostri due paesi». Poi ecco Malagò che, dopo un elegante saluto alle donne presenti sul palco (le signore Morris e Panico), ha preso la parola. Tema il calcio femminile: «Se ci sono speranze di un futuro roseo? Domanda da fare dopo il 29, quando ci saranno le elezioni in Figc. Negli Stati Uniti è lo sport più praticato dalle donne. I Mondiali di calcio femminile sono il quarto evento sportivo più guardato al mondo. Lo share di questo sport alle Olimpiadi è stato clamorosamente positivo. Sarebbe da matti non andare dietro a questa tendenza, svilupparlo».

 Successivamente è stato il turno di Sol Campbell, omaggiato poco prima da Malagò, che è salito sul palco per essere intervistato dal corrispondete a Londra della Gazzetta dello Sport Stefano Boldrini: «Io sono stato un giocatore nato dalla strada, pensavo fuori dagli schemi. Ora non ci sono più questo tipo di giocatori, ma i club inglesi li stanno cercando. Nella Premier League non sai mai come andranno a finire le partite, questo rende il campionato affascinante. Abbiamo però il problema dei giovani inglesi che hanno serie difficoltà a giocare. Il razzismo? In Inghilterra la situazione è migliorata anche se nelle serie minori... Credo che l'Italia stia facendo un buon lavoro, ma c'è ancora della strada da fare». In chiusura di convegno una tavola rotonda, a cui ha preso parte anche il nostro Andrea De Angelis, in cui ci si è confrontati sulle differenze tra la Premier League e la Serie A. In particolare ci si è concentrati sulle infrastrutture (tema in cui gli inglesi stravincono), la sicurezza e le differenze economiche abissali soprattutto dal punto di vista del diritti televisivi.