Le vacanze sono finite. C'è il derby. Con tutto quello che ne consegue. Non c'è stato quasi neppure il tempo di prepararsi. Giusto un mesetto, da quel giorno in cui il calendario è stato stilato da un computer senza anima. Subito la partita che qualche decennio fa da queste parti valeva una stagione e che, comunque, pure adesso, un certo peso lo ha e lo avrà, anche se dopo ci saranno altre trentasei tappe prima delle prossime vacanze. È il primo, vero, esame della nuova Roma di Fonseca, trasformatosi in qualcosa di più indicativo dopo il mezzo passo falso alla prima contro il Genoa. C'è bisogno di un segnale, una speranza, una botta di ottimismo, se arrivasse pure di fortuna, soprattutto di vincere per cominciare a dare un minimo di concretezza a un nuovo progetto che è appena partito.

Eppure tutti gli indizi, dagli allibratori alle prime risposte arrivate dal campo, indicano in quegli altri come i favoriti. Complice, se vogliamo, pure il calendario che ha programmato questo derby alla seconda giornata tra una squadra come la Roma che è ancora tutta, mercato compreso, un lavori in corso, e una squadra che da tre anni si conosce, stesso allenatore, rosa rimasta immutata, un gioco consolidato che molti interpreti possono mettere in campo anche con una benda negli occhi, una vittoria alla prima sul campo della Sampdoria che ha garantito ulteriori certezze. Ecco, proprio quella partita a Genova contro la squadra di Di Francesco, ci auguriamo sia stata la stella polare di Fonseca in questa settimana che ci ha portato al derby. Le indicazioni arrivate da Marassi, sono state chiarissime. Se a quegli altri si lasciano campo e spazi, possono essere letali con quella coppia offensiva che ha tutte le caratteristiche per mettere in difficoltà, senza adeguata organizzazione, per mandare in confusione la traballante (almeno fino a quando non vedremo Smalling, chissà se oggi...) coppia dei nostri centrali, qualunque sia quella che vedremo in campo oggi. Fonseca che è uomo intelligente e allenatore preparato, avrà sicuramente capito che «dominare» contro questa Lazio, ora è perlomeno prematuro, soprattutto pericoloso. C'è bisogno di acquisire equilibri di squadra, sentirsi meno garibaldini e più macchiavellici. Nella consapevolezza che alla sua, alla nostra Roma, non manca niente per poter fare male a una squadra che preferisce aspettare la partita piuttosto che farla. Certo, la Roma non dovrà snaturarsi, dovrà pensare a vincere la partita piuttosto che a non perderla, sfruttando la centralità di Dzeko, la velocità di Under, la duttilità di Florenzi, gli accorgimenti tattici che molto probabilmente Fonseca metterà in campo, forte dei tre gol incassati nella prima. E poi come è la storia dei derby e dei favoriti?
Forza Roma.