L'estate addosso cantava Jovanotti nel 2015. Addosso perché questa stagione è uno stato d'animo in cui il tempo prende un'altra dimensione e la pigrizia si alterna ai bagni di mezzanotte, le pennichelle agli amori ad intermittenza e l'alba con la birra in mano a spettacolari tramonti in cui la spiaggia sembra d'argento. Ed è proprio in quel preciso momento, quando tutti non hanno altri pensieri per la testa se non quello di divertirsi, che esce fuori, prepotente, la differenza sostanziale e sostanziosa tra uno sportivo e un tifoso, tra chi è in vacanza e chi invece la sua passione per la ROMA in vacanza non ce la manderà mai. Neanche per un giorno della sua vita.
Perché il primo si limiterà a godersi quel tramonto mentre il secondo, millantando nonchalance, prenderà il telefono per aprire il suo sito di fiducia e controllare, furtivamente, se la trattativa di mercato più importante del momento ha registrato qualche passo in avanti facendo avvicinare il giocatore tanto desiderato alla ROMA.
Mauro Icardi per esempio.

E altri quattro/cinque per ogni altro mercato proprio come quelle canzoni che all'estate, ogni anno, le fanno da colonna sonora diventando dei veri e propri tormentoni che, a prescindere dal piacere o meno di ascoltarli, nessuno scorderà mai.
Pensateci: è proprio quello che accade per quelle trattative fiume mai concluse capaci, però, di aiutarvi ad individuare qualsiasi stagione calcistica di chissà quanto tempo prima.
Gerald Vanenburg ad esempio.

Anche chi non era ancora nemmeno nato nel 1989 conosce il suo nome manco fosse una di quelle leggende popolari che si tramandano arricchendosi, generazione dopo generazione, di un nuovo ed inedito particolare.
Era fatta. Ma fatta-fatta proprio no visto che l'olandese, alla fine, la maglia della ROMA non l'ha indossata mai.
Mai come, per rimanere in quel periodo, Mychajlyčenko... eppure per qualche anno, tutte le estati, sembrava sempre dovesse scendere dal primo aereo in arrivo a Fiumicino. Macché, né lui né Chapuisat nonostante l'attaccante svizzero veniva dato per certo un mercato sì e l'altro... pure.

Giocatori che non hanno mai giocato per la ROMA ma che per certi aspetti è come l'avessero fatto fosse anche solo per quanto e come sono stati nominati nella città eterna.
Massimo Crippa, ve lo ricordate? Lo scambio con Fabrizio Di Mauro al Napoli era dato per certo. Eppure il prato dell'Olimpico il coriaceo mediano non l'ha mai calpestato per noi ma sempre contro. Così come Francini, Ciro Ferrara o altri cagnacci del genere uniti dallo stesso destino a giocatori del calibro di Jari Litmanen, Silas, Paolo Futre o il brasiliano Valdo: non sono mai arrivati a Trigoria.
E dire che alcuni, Rivaldo su tutti, l'abbiamo sognati tanto eh. Ma niente da fare per loro così come per il blocco Genoa (Torrente/Eranio/Ruotolo) o, siamo a cavallo del secolo, Buffon, Cannavaro e via via tanti altri come in quella rovente estate in cui dal Monaco doveva arrivare Trezeguet, poi Henry, poi tutti e due.
E poi nessuno.

Sogni pluriennali o durati solo un mercato come Ivan De La Pena, Filippo Inzaghi, Seedorf o Alberto Gilardino che però alcuni, da queste parti, osteggiavano perché altrimenti avrebbe messo in ombra Corvia... Lo riscrivo: Corvia. Al pari di Lanzaro che leggenda narra la Juventus aveva richiesto nella trattativa, anche quella storica, per portare a ROMA Egdar Davids.
Privarsi di Lanzaro?!? Non sia mai.

Mai come Zlatan Ibrahimovic sul quale bisognerebbe scrivere una saga vista la continuità con cui, per anni, è stato accostato alla squadra della capitale. A ruota Domenico Berardi.
Ma grazie al cielo il lunatico giocatore del Sassuolo non ha fatto altro, ad oggi, che arricchire questo articolo piuttosto che impoverire caratterialmente la ROMA.
E chissà allora che, per una volta, il tormentone del momento, Mauro Icardi, non possa regalarci un finale controcorrente: il lieto fine.