Ormai ci si avvicina al plebiscito. Aveva rotto gli argini Francesco Totti, poi è arrivato una prima volta Di Francesco, poi Prandelli, ieri è stato il turno di Spalletti e per essere più chiari Di Francesco ha ribadito a chiare lettere ciò che pensava. Tutti d'accordo: in Figc ci vuole uno come Tommasi. E lui? Per adesso va con i piedi di piombo, ma continua nella sua opera di grande responsabilità di provare a riunire le diverse anime delle componenti federali per arrivare a convergere su un programma e poi su un candidato (non necessariamente lui stesso,sia chiaro) in grado di far voltare pagina al calcio italiano. Così dopo aver incontrato venerdì il presidente della Lega Pro Gravina, con il quale c'è ampia identità di vedute, ieri è stata la volta di Cosimo Sibilia, presidente dei Dilettanti che al momento ha mire politiche pesino più elevate della Figc (potrebbe essere un nome pesante per un futuro incarico di governo in caso di affermazione del Centrodestra alle elezioni politiche de l5 marzo). Con Sibilia le posizioni sono apparentemente distanti. Basti pensare che proprio recentemente il capo dei Dilettanti ha avuto una riunione che doveva restare segreta (ma poi si sa come vanno queste cose...) con Tavecchio e Lotito, tanto per dire il nuovo che avanza. Insomma,  per ora il sogno di Tommasi - mettere d'accordo tutti e arrivare alle elezioni federali del 29 gennaio con un candidato unico per tutti - sembra più un'utopia. Ma chissà il futuro che cosa riserverà.

Di sicuro gli endorsement sul so nome continuano ad arrivare a getto continuo. E siamo orgogliosi di aver contributo a tenere alta l'attenzione su di lui anche con l'intervista uscita venerdì sul nostro giornale: «L'ho letta - ha detto ieri in conferenza stampa Di Francesco- e sono d'accordo con Il Romanista. Tommasi è il candidato giusto per la Federcalcio. Damiano ha parlato molto di calcio, di quello che si potrebbe fare, ha tanti contenuti, è un ragazzo equilibrato e di grande intelligenza. È un ex calciatore, ma è nato per far questo anche quando era qui con noi. Sarei molto felice se diventasse capo della Federazione». E dopo di lui è arrivato anche il contributo di Spalletti: «Tommasi è una persona di elevata caratura morale. Se lo vedrei come presidente della Federazione? Io voto lui. Ci vogliono idee, qualità, forza e voglia di voler mettere le cose a posto e lui ha tutte queste caratteristiche». Sembrano davvero tutti d'accordo quelli che fanno calcio ad alti livelli. Ormai pare chiaro che Allenatori e Giocatori sono compatti sul nome della persona che potrebbe cambiare davvero le prospettive del nostro calcio, rimettendo il pallone al centro del progetto e mettendo ogni logica commerciale al servizio del progetto e non viceversa, come è stato fino ad oggi.

Ma i conti ancora non tornano. Perché per l'appunto i Dilettanti si sono ormai abituati ad avere il ruolo più importante per via delle percentuali di rappresentanza e non si sono ancora espressi al riguardo (e come si è visto sono anche i più sensibili alle fortissime pressioni anche di natura politica tipiche dell'ambiente calcistico) e perché bisognerà capire il ruolo delle leghe di A e di B. Al momento la B, rappresentata dal neoeletto presidente Balata, non ha espresso alcun parere mentre la A non ha un vero e proprio rappresentante ed è sotto la gestione del commissario Tavecchio, paradosso del nostro tempo. Qui conteranno molto le società. Lotito sta già brigando per tenere il suo gruppetto di società (tra cui quelle dei fedelissimi Preziosi, Pozzo e Setti) lontani dalla tentazione di dare l'ok a Tommasi, ma un altro gruppo di club (tra cui la Roma ha chiaramente un posto preminente) potrebbe far pesare il suo parere,chiaramente favorevole all'ipotesi di un giocatore alla guida della Federazione. E non di uno qualsiasi. Di Damiano Tommasi.