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Bodø/Glimt, la favoletta dei "salmonari" non fa più ridere. L'unica rimonta resta giallorossa

Dal 6-1 sofferto dagli uomini di Mourinho sul "campo di plastica" norvegese fino alla notte di San Siro: nessuno ha realmente compreso la crescita della squadra giallonera

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Andrea Di Carlo
25 Febbraio 2026 - 09:46

Quanto aveva fatto ridere al "Bar dello Sport" del popolino italiano la battuta dei salmonari eh? Il "b o d o g l i m m e t e" sillabato per deridere il livello di una squadra piombata dal nulla nel panorama calcistico. Dai fiordi con furore, in molti andavano in giro raccontando che non tutti i ragazzi a disposizione di Knutsen fossero dei calciatori professionisti, quasi costretti a dividersi in altre mansioni tra i banconi del pesce e attività simili. Quale onta calcistica perdere quindi con una banda di improvvisati, per di più con tanti gol di scarto. E chi in quei giorni aveva provato a parlare di quello che s'era visto in campo (combinazioni, giocate codificate, qualità nel contropiede e buona tecnica individuale) veniva messo a tacere e deriso. 

Eppure ieri sera a San Siro non rideva più nessuno al 90esimo, qualcuno un anno fa all'Olimpico persino piangeva (vedi Guendouzi). La favoletta del freddo, del campo sintetico e della neve ha provato a dar conforto anche ai sonni nerazzurri: la "moquette" spostata dell'Aspmyra Stadion era il vero motivo della debacle nerazzurra, al ritorno vedrete sarà tutta un'altra storia.
E invece i poco temibili ragazzi di Knutsen, dopo aver fermato il Borussia Dortmund, battuto Manchester City e Atletico Madrid, si sono presentati a San Siro con la consapevolezza di chi alle spalle ha oramai un percorso di continua crescita tecnica e tattica. Solidi, occupano bene gli spazi, appena c'è possibilità giocano di prima e sono letali nelle ripartenze. 

Apripista di questo incredibile incrocio con i ragazzi norvegesi fu la Roma di Mourinho, che andò ko a Bodo per ben due volte ma rimane, ad oggi, l'unica italiana ad aver rimontato il ko maturato nella sfida d'andata. Non c'è riuscita la Lazio e nemmeno l'Inter, la Juventus ha saputo regalarsi un raggio di sole tra i fiordi ma nella fase campionato. Tutte in partenza convinte che in casa sarebbe stato diverso, i bookmakers d'altronde avevano quotato il pareggio dei norvegesi a Milano a 7 e la vittoria dei norvegesi addirittura a 12 (siamo numericamente nel campo dell'improbabile/quasi impossibile a certi livelli). Tre a uno a Bodo, due a uno a Milano: 5-2 l'aggregate finale e tutti a casa.

La stessa identica presunzione che ha accompagnato gli azzurri a sfidare la Norvegia di Haaland e compagni s'è vista in campo negli ultimi anni in Europa. Invece di preparare le partite al meglio la sfida riconoscendo dei valori all'avversario, si è pensato solo al freddo e al campo di plastica. Loro hanno già staccato il pass per i Mondiali, noi ce lo dobbiamo ancora sudare.
I salmonari, quindi, volano al Mondiale e se ne vanno agli ottavi di Champions League, noi speriamo di non fare la forma sul divano tra marzo e giugno. 

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