«Non si può più sbagliare, sia negli atteggiamenti sia nel preparare le gare perché davanti vanno veramente forte e non ci si può permettere passi falsi». Le parole di Eusebio Di Francesco riassumono in maniera perfetta il significato di Roma-Spal. Una partita da vincere bene. Servirà vincere e convincere perché il gruppo continui a crederci. Come fa il suo timoniere, che punta dritto all'obiettivo più importante: lo scudetto. E oggi è la giornata perfetta per tornare a crederci seriamente, spazzando via le paure emerse dopo la sconfitta di Madrid e lo sciagurato pareggio di Marassi. Perché dopo di noi si affronteranno Napoli e Juventus e, comunque vada, la Roma avrà guadagnato punti. A patto che si vinca. La Roma che scende in campo contro la Spal vanta numeri che inducono all'ottimismo. Nella storia del club, infatti, solo quattro volte la Roma aveva 31 punti dopo 13 giornate. Alla fine di queste stagioni, la squadra è sempre arrivata almeno seconda. Sarà una squadra diversa rispetto a quella di Genova. L'abbondanza e l'infermeria quasi vuota, anche se a Genova erano fuori Emerson, Luca Pellegrini e Karsdorp, è durata solo una giornata. Il tempo della prima espulsione del campionato e del riacutizzarsi di vecchi infortuni e il gioco è presto fatto. Di Francesco contro la Spal rivoluziona giocoforza il centrocampo dovendo fare a meno di De Rossi squalificato e di Nainggolan infortunato. Non sta bene nemmeno Perotti (non convocato), mentre Manolas riprenderà il suo posto al centro della difesa.

Nel tridente d'attacco, accanto a Dzeko e El Shaarawy, uno tra Schick e Under, 245 minuti in due in questo campionato.Ma mentre le sei presenze del turco sono in linea con le aspettative, anche se nell'ultimo periodo sembrava essere finito nel dimenticatoio, a far notizia è il ritorno in pianta stabile dell'ex attaccante della Sampdoria, perseguitato finora da una serie di infortuni che ne hanno limitato fortemente le apparizioni, ferme ai miseri 18 minuti messi insieme in solo due presenze. Il calvario ora sembra terminato e i pochi minuti di Genova hanno fatto intravedere possibilità di giocate importanti. Tra le neopromosse, la Spal è quella che si sta comportando meglio. Certo, l'eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Cittadella qualche scoria l'ha lasciata. La squadra di Semplici, però,sa che le partite più importanti per la sua stagione sono quelle del campionato, dove rincorre una salvezza non banale. Prima della sconfitta con il Chievo dello scorso turno di campionato,dove perla prima volta in questa stagione la squadra ferrarese è andata in vantaggio in trasferta, la Spal - acronimo di Società polisportiva ars et labor- veniva da una miniserie positive di tre partite, durante le quali aveva raccolto una vittoria e due pareggi.

È curioso che nella settimana che sembrerebbe aver dato finalmente il via libera alla costruzione del nuovo stadio della Roma,i giallorossi incontrino proprio la Spal, ossia la prima squadra affrontata nella storia allo Stadio Olimpico. Era il 31 maggio 1953, ultima giornata della stagione e la gara terminò 0-0. Solo una volta su quindici trasferte a Roma la Spal è riuscita a uscire dall'Olimpico con il bottino pieno; era il settembre 1965 e i ferraresi conquistarono uno storico 2- 0. La Roma è imbattuta da sei partite, durante le quali ha messo insieme cinque vittorie e un pareggio. Un mini ciclo spezzato in due per quanto riguarda la difesa: mentre nelle ultime tre partite Alisson ha sempre subìto gol, le prime tre sono stati altrettanti cleansheet . Occhio dunque alla difesa e a Marco Borriello, ex della partita, che ha segnato cinque gol nelle ultime cinque gare di campionato giocate contro la Roma, con le maglie di Genoa, Carpi, Atalanta e Cagliari.