Altri Sport

Olimpiadi Milano Cortina, la nona sinfonia all’inseguimento

Il 9º oro azzurro con Ghiotto, Malfatti e Giovannini

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Vittorio Cupi
18 Febbraio 2026 - 07:30

Il nono oro, la ventiquattresima medaglia. Un’altra storia troppo intensa per essere consumata velocemente, come purtroppo i risultati di questi Giochi invernali impongono. Il tutto arriva dall’Inseguimento, pattinaggio di velocità, con l’Italia che in semifinale elimina i maestri olandesi e in finale annichilisce con un distacco incredibile gli Stati Uniti. Un dominio totale ed emozionante, che viene dall’unione di tre ragazzi speciali. Davide Ghiotto, bronzo a Pechino nel 10.000, gara su cui però a Milano ha fallito. Si è ripreso alla grande, lui che è laureato in filosofia. «Battere gli Stati Uniti non era mai stato possibile in questa stagione, ci avevano sempre dato qualche secondo - rivela al pubblico generalista - Dietro c’è una squadra che lavora e c’è un altro ragazzo come Lorello, che è giovane e quindi non è riuscito a trovare il suo spazio oggi, ma ci ha dato una grandissima mano in quest’ultimo quadriennio». Leader.

Michele Malfatti, che proviene dallo short track. «Sapevamo che nella prima parte di gara saremmo stati più lenti degli americani. Sapevamo che la nostra gara poteva iniziare da metà, dal quarto giro in poi, dovevamo perdere il meno possibile all’inizio e poi dire la nostra negli ultimi quattro. Così è stato: è un’emozione incredibile, indescrivibile, sono senza parole». Lui lo sapeva.
«Gli USA ci hanno obbligato ad alzare tantissimo il nostro livello, abbiamo lavorato tanto per riuscire ad arrivare qua; grazie al pubblico che ci ha sostenuto ci ha aiutato a raggiungere questo sogno». E questo è Andrea Giovannini. Si avvicina alla Mass Start nelle migliori condizioni possibili: è campione del mondo in carica e occupa la seconda posizione nella classifica di specialità di Coppa del Mondo. Non è ancora finita.

Un oro nella specialità mancava da Torino 2006 e nel segno della continuità c’è la figura di Maurizio Marchetto, il direttore tecnico. Da atleta prese parte a ben tre edizioni dei Giochi (Innsbruck 1976, Lake Placid 1980, Sarajevo 1984). Direttore Tecnico della Nazionale in tre momenti diversi, riuscendo sempre a fare la differenza. Tra il 1984 e il 1992 raggiunse l’apice con il trionfo mondiale di Roberto Sighel (il papà di Pietro, fresco olimpionico con la staffetta mista nello short track). Fino a Torino 2006. Fino a oggi, anzi ieri.
Nella giornata di ieri, da registrare le due vittorie delle Nazionali di curling, che restano in corsa per le semifinali, e il flop della staffetta del biathlon. Oggi slalom speciale femminile, con Mikaela Shiffrin attesa al riscatto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI