Mosse, contromosse e dintorni
Ci sono più partite nella stessa partita. E come in una scacchiera, gli allenatori muovono le loro pedine a seconda di quello che vedono in campo e del risultato in corso
(GETTY IMAGES)
Misure e contromisure. Ci sono più partite nella stessa partita. E come in una scacchiera, gli allenatori muovono le loro pedine, le cambiano e le rimescolano a seconda di quello che vedono in campo, del passare dei minuti e del risultato in corso.
Quindi se la scacchiera è il Maradona di Napoli e se il risultato dice 2-1 per la Roma quando mancano una ventina di minuti al termine, Conte corre ai ripari e cambia volto alla sua squadra con un paio di mosse, una delle quali vincente o, per dirla meglio pareggiante, vale a dire l’ingresso di Alisson Santos posizionato sulla trequarti sinistra del fronte d’attacco.
L’ingresso del brasiliano dà nuovo impulso alla manovra offensiva del Napoli procurando subito seri grattacapi per Mancini che in teoria dovrebbe appiccicarglisi addosso. Tre minuti prima del gol Alisson Santos fa le prove generali saltando facilmente Mancini. Tiro e parata di Svilar.
Facciamo uno stop temporale. Cosa fare in una situazione del genere se sei l’allenatore della squadra in vantaggio?
Due le contromisure da poter prendere. La prima: cambiare la disposizione tattica, passare dalla marcatura a uomo a quella a zona, mettersi a cinque dietro stringendo il campo agli avversari e consentendo ai tuoi giocatori di poter raddoppiare la marcatura dell’uomo sgusciante. Ma ci sono allenatori che non derogano mai al loro modo di giocare e, nel bene e nel male, vanno fino al novantesimo con lo stesso spartito.
La seconda, più facilmente percorribile se non si vuole o non si sa cambiare modulo e maniera di marcare gli avversari, è quella di cambiare la marcatura dedicata. Si faceva tranquillamente negli Anni Sessanta/Settanta quando si giocava rigidamente a uomo. Meno facile se hai finito le sostituzioni. Ma comunque qualcosa del genere puoi pensarlo. Scambio le marcature visto che quella stabilita per una serie di situazioni non funziona.
Col senno del poi si potrebbe dire che avresti portato a casa i tre punti. Non lo sapremo mai. Ma col senno del prima potremmo dire che, con una contromossa tattica o strategica, avresti probabilmente disinnescato l’ultima arma rimasta in mano all’avversario.
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