«Speriamo che per la Juventus sia la prima di una coppa internazionale che quest'anno possa vincere». Testuale. Parole senza musica e con poco senso di Gaetano Miccichè (nella foto), ovvero il presidente della Lega Calcio, rilasciate al termine della Supercoppa a Gedda. Italiana, quindi non internazionale, nonostante la discutibile scelta esotica della sede. L'esegesi della dichiarazione un po' sconnessa proviamo a farla noi: «Speriamo che la Juve vinca la Champions». Auspicio legittimo per un qualsiasi tifoso in bianco e nero.

Peccato che il numero uno della nostra Serie A, di club ne rappresenti per definizione venti. Almeno in teoria. Roma compresa. Attuale partecipante alla Champions League esattamente come la squadra torinese. Stando ai risultati della scorsa stagione, con pari dignità e qualche soddisfazione in più. Eppure non ricordiamo speranze urlate ai quattro venti pochi mesi fa, quando a giocarsi l'ingresso in finale di Champions c'era una sola squadra a rappresentare il nostro Paese: la Roma. Sicuramente non dall'attuale Ceo della Lega. Ceo confesso, dopo ieri. È quella la vera supercolpa italiana.