Ultima chiamata per l'Europa: fra tre giorni, a La Spezia, la Roma si gioca la possibilità di partecipare alla prossima (e prima in assoluto) edizione della Conference League. D'accordo, gli obiettivi a inizio stagione erano ben altri e il rammarico per aver lasciato così tanti punti per strada negli ultimi tre mesi non svaniscono, anzi. Ma il settimo posto, quest'anno, garantisce comunque l'accesso a una competizione internazionale e snobbarlo sarebbe gravissimo. Forti dei due punti di vantaggio sul Sassuolo, i giallorossi sono chiamati a dare il massimo contro una squadra che è sì già salva, ma che proprio per questo potrà giocare serenamente, senza alcuna pressione. Vietato staccare la spina, perciò, a maggior ragione al termine di una stagione che ha regalato troppe ombre e poche luci. L'ultimo ostacolo è ampiamente alla portata degli uomini di Fonseca, ai quali si chiede di replicare la prestazione sfoderata nel derby di sabato scorso. Gli infortuni, le tante partite giocate da settembre a oggi e l'imminente arrivo di Mourinho non possono (e non devono) distrarre Dzeko e compagni dall'unico obiettivo che conta in questo momento: battere lo Spezia e garantirsi l'accesso ai playoff di Conference League. Tutto il resto, come diceva Califano, è noia. Vincere e basta, senza aspettare eventuali regali (che non ci saranno e che non vogliamo) dal Mapei Stadium, dove il Sassuolo affronterà una Lazio che è di fatto già in vacanza.

Gli assenti

Certo è che l'infermeria di Trigoria non accenna a svuotarsi: gli infortuni sono stati una costante della stagione e le ultime settimane prima dell'estate non fanno eccezione. Ieri in otto hanno svolto un lavoro individuale al "Fulvio Bernardini" di Trigoria: Ibanez, Smalling, Diawara, Calafiori, Carles Perez, Pellegrini, Spinazzola e Veretout. Per questi ultimi tre (come pure per Pau Lopez e Zaniolo) la stagione è già conclusa; sono assai improbabili invece i recuperi di Calafiori, Carles Perez e Ibanez. Per quanto riguarda Smalling, dopo l'ennesima ricaduta lo staff medico e il calciatore usano prudenza; al massimo, l'inglese andrà in panchina al Picco di La Spezia. Qualche speranza in più per Diawara, che sabato scorso ha sostenuto un provino in ottica derby; alla fine, però, il guineano è rimasto fuori a scopo precauzionale. I prossimi tre allenamenti scioglieranno gli ultimi dubbi, ma l'ex Napoli sembra poter quantomeno rientrare tra i convocati per l'ultimo impegno della stagione.

Dubbi di formazione

Con la rosa falciadiata dai ko, resta comunque spazio per un paio di dubbi nell'undici titolare che Paulo Fonseca presenterà contro i liguri. È certo del posto tra i pali Fuzato, reduce da quattro consecutive in campionato e soprattutto dall'ottima prestazione nel derby. Davanti al brasiliano difesa fatta al 75%: con la conferma del reparto a tre, Karsdorp agirà a destra (Reynolds ha bisogno di tempo per adattarsi al calcio italiano, come emerso nelle sue ultime uscite), Mancini e Kumbulla al centro. L'unico dubbio riguarda la corsia di sinistra, dove Bruno Peres è insidiato dal ritrovato Santon, autore di un bel secondo tempo contro la Lazio. Centrocampo a due o a tre? A due e mezzo: non ci sarà Pellegrini, che di solito fa da raccordo tra mediana e attacco, ma quel tipo di lavoro può garantirlo Villar; al ventiduenne spagnolo non mancano certo le doti tecniche per spostare di qualche metro più avanti il suo raggio d'azione. A coprirlo, Bryan Cristante e Darboe. L'altro dubbio di formazione riguarda Pedro ed El Shaarawy, in lizza per una maglia dal primo minuto alle spalle di Dzeko. Mkhitaryan è sicuro del posto: se a destra o a sinistra, dipenderà da chi lo affiancherà; nel caso in cui Fonseca optasse per lo spagnolo, l'armeno andrebbe a sinistra; al contrario, con El Shaarawy in campo, Micki presidierebbe il centro-destra, con il Faraone che dà il meglio di sé partendo dall'out mancino. Ma, a prescindere da chi andrà in campo, saranno l'atteggiamento e la fame a fare la differenza in un match cruciale per la Roma.