Sono giorni importanti per il nuovo stadio della Roma. Dopo alcuni giorni di attesa, in cui la sindaca Virginia Raggi ha cercato rassicurazioni addirittura in Procura su quanto prodotto di concerto con i proponenti, il dossier che comprende la Convenzione Urbanistica e la Variante al Piano Regolatore Generale, può considerarsi completo e pronto per il voto.

A confermarci, anche se con le dovute cautele, tutte le circostanze è stato l'uomo che, forse più di ogni altro nella Giunta Capitolina, ha voluto il nuovo impianto giallorosso, e che ha contribuito fattivamente all'accordo che nel febbraio del 2017 ha prodotto la riduzione delle cubature ed il nuovo progetto, quello approvato un anno dopo dalla Conferenza dei Servizi. Parliamo ovviamente dell'Assessore allo Sport, Politiche giovanili e Grandi Eventi cittadini, Daniele Frongia.

L'occasione della chiacchierata ci è stata offerta dall'avvio oggi della cosiddetta Fase 3 nella gestione dell'emergenza Coronavirus. Una fase in cui lo sport vedrà cadere alcune delle limitazioni attuali, soprattutto nei luoghi pubblici.

A proposito di ripartenze... Riparte il campionato di calcio. Lei da uomo di sport e assessore allo sport come come valuta questo fatto e il lavoro di mediazione del ministro Spadafora?
«Un ottimo lavoro, fatto dal ministro e da tutto il Governo, con tutte le istituzioni sportive, FIGC, Lega, Coni, Sport e Salute. Ci sono state polemiche inizialmente, ma alla fine fortunatamente ha prevalso il buon senso e si è arrivati ad un risultato davvero importante. Dopo la Germania partiamo anche noi. Un bel risultato per tutti. Anche perché bisogna pensare che nell'indotto di ogni domenica in cui vi è una partita allo stadio, a parte i giocatori e al di là della fede calcistica, c'è lavoro per 1000 persone».

Sappiamo perfettamente che il dossier su Tor di Valle non è di sua competenza, ma da uomo delle istituzioni e anche da tifoso giallorosso, quali sono le sue sensazioni sul nuovo stadio della Roma?
«I proponenti e gli uffici hanno concluso i lavori sul piano tecnico. Da adesso inizierà realmente e finalmente l'iter politico. La giunta Capitolina, dove ci sarò anch'io, valutati gli atti (predisposti su input proprio della stessa Giunta, ndr), si esprimerà. Poi ci sarà il passaggio in Assemblea Capitolina e poi ancora quello in Consiglio Regionale. Questi tre passaggi concluderanno tutta la parte relativa alla burocrazia, alla politica, poi si potrà iniziare la costruzione dell'opera. Purtroppo l'iter è stato travagliato e lungo, probabilmente troppo lungo. Iniziato anni prima dell'arrivo della sindaca Raggi. Un dossier che abbiamo ereditato, che è però molto importante e strategico per la città. Oggi spero di portare a casa quanto prima questa opera importante per la città, quella del nuovo progetto, quello oggetto della convenzione, quello che è stato rivisto durante la nostra consiliatura».

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