Tutto spedito e veloce. Come un treno. Così si potrebbe riassumere la settimana appena trascorsa sul fronte stadio. Perché è sicuramente stata una settimana di grandi novità. Iniziata con l'interessamento per il club di Dan Friedkin e terminata con le voci su un nuovo imprenditore straniero. In mezzo le due cose più importanti: ancora importanti riunioni tra proponenti e Comune, e soprattutto la decisione della Regione di intervenire con forza sulla ferrovia Roma Lido. Ma andiamo con ordine.

Partiamo da Eurnova. Da ieri circola con insistenza la voce (rilanciata da Milano Finanza) che l'imprenditore immobiliare ceco, Radovan Vitek, stia per rilevare da Unicredit l'intera esposizione debitoria della famiglia Parnasi. Il ceco metterebbe sul piatto della bilancio oltre 500 milioni di euro per risanare le casse delle società dei Parnasi, sempre più in difficoltà dopo l'arresto di Luca. Quella più esposta è Capital Dev (società creata proprio su indicazione di Unicredit nella fase della prima importante ristrutturazione del debito), per circa 300 milioni di euro, seguita da Parsitalia (la primogenita della famiglia, guidata per anni da Sandro Parnasi) con 200 milioni e, infine, da Eurnova con (soli) 30 milioni.

La trattativa per questa acquisizione non vede coinvolta la famiglia del costruttore romano, è Unicredit a portare avanti le danze. Un fatto questo che non spaventa nessuno a Trigoria (e nemmeno a Boston o Houston). Dal punto di vista procedurale un cambio dei vertici di Eurnova non può che agevolare l'iter amministrativo, che sostanzialmente ancora oggi sconta le difficoltà giudiziarie proprio di Luca Parnasi.

Anche le più recenti polemiche all'interno della maggioranza in Campidoglio, con il Presidente dell'Assemblea Marcello De Vito, trovano la propria ragion d'essere nei rapporti della pubblica amministrazione con Parnasi ed il suo gruppo. E anche se De Vito finora si sia sempre dimostrato più che collaborativo con il progetto stadio e con Virginia Raggi, oggi le cose potrebbero cambiare. Intanto perché, cronaca delle ultime ore, il collegio difensivo di De Vito ha chiamato proprio la sindaca come teste a propria difesa. E poi perché del tutto legittimamente il Presidente dell'Assemblea potrebbe voler prendere le distante da Parnasi e da tutto quel che lo riguarda.

Ed ecco allora che Vitek potrebbe rappresentare una soluzione. Fuori Parnasi e dentro l'immobiliarista ceco. Che poi diverrebbe naturalmente l'interlocutore della Roma nel progetto di Tor di Valle. Sicuramente un interlocutore privilegiato, che potrebbe anche farsi carico, per capitale e know how, della costruzione materiale dell'impianto. Vitek però non può essere e non sarà un ostacolo alle ambizioni giallorosse. E questo perché tra Eurnova e Roma gli accordi sono chiari e sottoscritti. A conclusione dell'iter amministrativo, per una cifra vicina ai 100 milioni di euro (ben al di sopra quindi dei 30 milioni di debito nei confronti di Unicredit), la quota di Eurnova nel progetto e i terreni di Tor di Valle, passeranno nelle mani americane, attraverso due società controllate da As Roma Plv Llc, la Tdv Real Estate, che si occuperà della commercializzazione del business park, e la Asr Retail Tdv, costituita circa un anno fa, nella quale confluiranno i terreni. Fatto questo talmente chiaro ed acclarato da essere stato inserito anche nella bozza di Convenzione redatta dal Comune e su cui si continua a lavorare.

Prosegue intanto intensamente il lavoro sullo stadio. Su due fronti. Il primo a Roma, dove si registrano altri due incontri questa settimana tra proponenti e Comune (il primo lunedì alla presenza di Mauro Baldissoni) per la stesura della Convenzione. Il secondo in America, dove il magnate texano ed i suoi uomini stanno proprio vagliando in queste ore le carte sul progetto stadio. Progetto che costituirà una fetta importante dell'operazione, una volta terminato il proprio iter.

Ed infine la notizia arrivata dalla Regione. Durante una conferenza stampa dove hanno preso parola Mauro Alessandri (assessore alla Mobilità della Regione Lazio), Antonio Mallamo (amministratore Unico di Astral) e Amalia Colaceci (presidente di Cotral Spa), è stato illustrato il piano di rafforzamento della ferrovia Roma-Lido. Un piano che prevede un investimento di 800 milioni di euro (soldi che serviranno anche per la Roma-Civita Castellana-Viterbo). Verranno acquistati 38 nuovi treni, rifatte molte stazioni e realizzato un nuovo deposito. Si interverrà anche sulla manutenzione dei treni esistenti e soprattutto per finanziare interventi tecnologici. Il tutto in un periodo complessivo di soli 36 mesi. Tre anni che quindi cambieranno radicalmente il trasporto pubblico nell'area dove sorgerà lo stadio della Roma, facendo venire meno anche l'ultimo alibi per chi questo stadio non si rassegna ad accettarlo.