Approvare il progetto per lo stadio della Roma non è più una scelta, ma un dovere. Riprendiamo, parafrasandolo, il pensiero del Presidente Vicario dell'Assemblea capitolina, Enrico Stefàno, per raccontare l'ennesima giornata consumatasi con decisi e decisivi passi avanti nella direzione da tutti auspicata. Infatti proprio le dichiarazioni dell'uomo chiamato a sostituire Marcello De Vito nella gestione della maggioranza pentastellata al Comune di Roma, hanno segnato il cambio di passo nei vertici del Movimento 5 Stelle sulle sorti dell'impianto giallorosso.

E così ieri la leader dell'opposizione interna, quella Roberta Lombardi, consigliera regionale, già parlamentare, nemica della Raggi, che non più tardi di pochi giorni fa aveva chiesto un passo indietro dell'amministrazione sulle sorti di Tor di Valle, è stata costretta a rivedere le proprie posizioni. Intervenuta a Radio Radio, la pasionaria (o ex tale) del Movimento di Beppe Grillo, ha addirittura auspicato che «la Roma possa avere un suo stadio in tempi umani». Un'apertura nuova e inedita per la Lombardi (che a detta di alcune gole profonde "controlla" una fetta dei consiglieri grillini, i più agitati), che invece è sempre stata una delle oppositrici più accanite dell'opera. Curiose anche le parole che ha voluto poi aggiungere: «Il processo comunicativo che si è fatto intorno a Tor di Valle (penso a Totti col suo #famolostadio) ha influito sulle posizioni dell'amministrazione. Io ho sempre sostenuto che la struttura potesse farsi altrove, penso alla Fiera di Roma, dove c'è anche l'aeroporto e ci sono già collegamenti su gomma e su rotaie». Insomma come a dire che ormai è troppo tardi per ripensarci. Bene così.

Certo l'area indicata dalla Lombardi sembra corrispondere un po' troppo fedelmente a quella offerta nuovamente in questi giorni dal sindaco di Fiumicino Esterino Montino. Ma si tratta senza dubbio di una semplice casualità. Non vanno nemmeno prese con eccessiva preoccupazione le parole di Carlo Mario Chiossi, neo consigliere insediatosi ieri (provvisoriamente) al posto di Marcello De Vito. «A me non è utile - ha detto ieri a margine dei lavori di Assemblea - poi io sono anche un tifoso della Lazio, può anche non importarmene nulla dello Stadio della Roma». A dispetto della grande risonanza che qualcuno ha voluto dare a queste parole, si è trattato solo di una semplice battuta. Nulla di più.