Gasperini va a protezione: «Io ci credo»
Gian Piero traccia la linea: «Chi è preoccupato resti a casa». E sul gruppo: «Lo spirito è straordinario»
(GETTY IMAGES)
Il bicchiere resta mezzo pieno. Lo era dopo la rimonta della Juventus, è rimasto tale anche dopo la brusca frenata di Marassi. Gasperini l’ha ribadito forte e chiaro, anche dopo la sconfitta contro il Genoa: la sua Roma è più viva che mai. E a dare ragione al tecnico, in realtà, ci sono anche i numeri. Quelli della classifica, ad esempio, che vedono comunque la Roma ancora al quarto posto e nel futuro più prossimo, dopodomani, l’andata di un ottavo di finale di Europa League.
In estrema sintesi, tutto è ancora intero. E poco importa se negli ultimi tempi di campanelli di allarme ne sono suonati diversi, a partire dagli infortuni - che però Gasp non vuole come alibi - fino a qualche inciampo di troppo, passando per una solidità difensiva smarrita: «Chi è preoccupato rimanga a casa. Io sono contento di essere arrivato a metà marzo a giocarci partite così importanti, ci sono stagioni in cui le guardi da spettatore», ha tuonato domenica sera.
E a cercare nella recente storia a tinte giallorosse, non ha tutti i torti. A 10 giornate dalla fine del campionato, la Roma è al quarto posto - in coabitazione col Como da sfidare domenica e a +1 dalla Juventus di Spalletti. Un piazzamento simile, arrivati a questo punto della stagione, mancava dal 2022/23 e per cercare un dato migliore occorre tornare alla Serie A 2017/18, con la Roma sul gradino più basso del podio. Non a caso, quell’anno arrivò anche l’ultima qualificazione in Champions League.
Non solo, anche il numero di punti raccolti - l’unico vero dato su cui possono incidere squadra e tecnico - è il più alto da allora: 51. Con una proiezione che sfiora quota 70, considerata da molti sufficiente per tornare a sentir risuonare la famosa musichetta all’Olimpico.
Certo, qualche problema c’è, è evidente, ma Gasperini ha l’intima convinzione di potersi togliere soddisfazioni, soprattutto nel cammino in Europa League. Una speranza condivisa con la squadra, che l’ha accolto in estate e lo segue passo dopo passo, salvo qualche rara eccezione - non è compito facile entrare allo stesso modo in 25 cervelli diversi. Proprio da questo legame deriva anche una certa “protezione” mediatica che Gasp, da qualche settimana a questa parte, ha scelto per i suoi ragazzi.
Non si parla più di under 23 o di carenze strutturali, né tantomeno si aumenta la pressione, che anzi l’esperto tecnico di Grugliasco ha deciso di attirare soltanto a sé qualche conferenza stampa fa: «Chi ha parlato di Champions sono io, nessuno me l’ha imposto, sono io che voglio tornarci perché mi manca, parecchio, giocarla». E, ancora, Gasperini non perde occasione per lodare il gruppo squadra, anche dopo pomeriggi grigi come quello in Liguria: «Non usciamo ridimensionati da questo risultato. Era una partita difficile, ma lo spirito di questi ragazzi è straordinario e va sottolineato».
Insomma, il sergente di ferro somiglia a un padre protettivo, ma non per circostanza, quanto per convinzione. Anche nel segreto dello spogliatoio, al di là dei quotidiani rimproveri e correzioni, Gasp sa di poter contare su uomini e calciatori che reputa validi. Farà lo stesso oggi, quando li ritroverà in campo a Trigoria, dopo il giorno di riposo che si è concesso. Si torna a lottare, chi è preoccupato resti a casa.
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