L'ultimo passaggio, il più doloroso, è stato fatto in settimana: chiamare una decina di ragazzini, tutti ben contenti di venire ad allenarsi e giocare con la maglia della Roma, e dire che il sogno era finito. Ogni rivoluzione ha le sue vittime, e Bruno Conti, che si è preso lo sgradevole compito di avvisare i non riconfermati, sta rivoltando il gruppo dei 2006, che passerà in estate da Under 14 e Under 15. Un tempo era il passaggio tra Giovanissimi Regionali e Nazionali, è cambiato solo il nome, non la sostanza: a 14 anni si comincia a giocare per uno scudetto, non più per un titolo regionale, e per la prima volta – con un numero limitato di deroghe, e severe condizioni, in particolare sull'impegno scolastico – si possono tesserare ragazzi che vengono da tutta Italia, non solo dalla regione. A 14 anni Donnarumma lasciò il Club Napoli per andare al Milan, alla stessa età sono arrivati il siciliano Tumminello e i campani Verde e Piscitella, gli ultimi giocatori lanciati dalla Roma che non venivano dal Lazio. Nella Primavera attuale ci sono Sdaigui e Milanese, arrivati a 14 anni dal fallimento del Siena e dalla scuola calcio salentina di Fabrizio Miccoli, oltre a Semeraro, altro pugliese, che però si sta già allenando con il club che lo tessererà dal primo luglio, l'Ascoli (con cui la Roma sta intensificando i rapporti, sfruttando anche l'ingaggio come direttore sportivo di Giuseppe Bifulco, a Trigoria fino a due giorni fa).

Tutte le grandi squadre fanno un mercato importante non appena si possono tesserare i fuori regione, la Roma ci tiene particolarmente perché non ha l'abitudine di inserire una mezza dozzina di giocatori direttamente in Primavera. Cosa che non sempre porta buoni risultati, basta vedere l'enorme sproporzione tra investimenti e risultati giovanili della Juventus negli ultimi anni, o l'incapacità dell'Inter di mettere pienamente a frutto il talento dei vari Zaniolo, Colidio e Kouame. La Roma, puntando a crescersi in casa i suoi talenti sin dai 14 anni può permettersi investimenti molto più limitati dopo: la Primavera di quest'anno ha avuto solamente 4 innesti, due dai dilettanti, Tall e Ndiayè, uno in prestito, Plesnierowicz, e uno, Providence, pagato con i soldi incassati dalla cessione del talento che doveva sostituire (Cangiano).

I nuovi innesti

È tornato ad avere un ruolo operativo il 25 ottobre Bruno Conti, un mesetto dopo l'allontanamento di Massimo Tarantino: gli hanno affidato le formazioni dall'Under 16 in giù, lasciando Primavera e U17, le più vicine alla prima squadra, a Morgan De Sanctis. Il mercato di gennaio in queste categorie ha un'importanza molto marginale – la Roma ha preso il solo Ciuferri, centrocampista classe 2004 della Lodigiani – e così Bruno ha potuto dedicarsi con calma agli innesti per il 2020-21. L'operazione più importante sarà in attacco: la Roma ha messo le mani sul talento più importante del settore giovanile del Napoli, Musella, uno dei 2006 più ricercati d'Italia, un numero 10 che vede molto bene la porta, e può giocare anche da ala o da punta. Il mercato dei 14enni è particolarmente importante anche perché è l'età in cui si firma il cartellino, rimanendo vincolati come "giovani di serie" fino ai 19 anni (o al primo contratto): chi decide di cambiare squadra non lo firma, e dal 30 giugno può scegliere dove andare.

Magari chiedendo garanzie sul pensionato, o qualche facilitazione per tornare a casa: la Roma con i campani è favorita anche per questioni geografiche, così Musella, che piaceva molto anche all'Atalanta, l'unica che poteva competere con i giallorossi per prestigio del settore giovanile, verrà a Trigoria. Con grande disappunto del Napoli, che fa sempre una grande fatica a tenere i talenti migliori del suo territorio. L'altro colpo importante della Roma è il portiere Renato Bellucci Marin, brasiliano con passaporto italiano, fino a qualche mese fa con le giovanili del San Paolo. La famiglia si sta trasferendo in Italia, il ragazzo – ottimi mezzi fisici e molto bravo coi piedi – si è già allenato a Trigoria tra gennaio e marzo. Il suo arrivo esclude quello di Francesco Plaia, portierino dello Spezia: la Roma prenderà Matteo, gemello e compagno di squadra, un difensore centrale che sa impostare.

Non sarà l'unico 2006 in arrivo dal club ligure: con lui ci sarà Mattia Mannini, trequartista, che lo scorso anno giocava in sotto età in U15. Due giocatori verranno da Frosinone, il jolly difensivo De Luca, e il regista italo-brasiliano Pedro De Campos, in mediana ci sarà anche Tumminelli del Bologna, bravo in interdizione, visto che la Roma di centrocampisti di qualità ne ha già parecchi, da Schietroma ad Almaviva, da Della Rocca a Ceccarelli e Gugliemelli. E il mercato non finirà qui: nel mirino almeno un altro paio di elementi, da club professionistici. Con la speranza di ritrovarli tutti in Primavera.