Vengono monitorate giorno per giorno le condizioni di Pau Lopez, primo infortunato degli allenamenti dopo il lockdown: si è fatto male il 9 maggio, una microfrattura al polso sinistro che lo tiene in dubbio per la gara del 24, contro la Sampdoria. Ma a Trigoria sono tranquilli: quando è stato chiamato in causa Antonio Mirante ha sempre fornito risposte più che confortanti. L'ultima volta è capitato a dicembre, con il Wolfsberger, quando però il dodicesimo che gioca con l'83 sulla schiena fu costretto a uscire per un colpo alla spalla: Pau Lopez, che la settimana prima aveva accusato un risentimento al polpaccio, saltando Inter-Roma, era in panchina, e si riprese il posto. Per Mirante, al momento, quella è l'unica presenza nella serie A 2019-20: due buoni interventi, su Lukaku e Vecino, e un clean sheet a San Siro, che fa sempre curriculum, anche per uno della sua età.

Farà 37 anni l'8 luglio Antonio da Castellammare di Stabia, era il più vecchio della rosa anche l'anno scorso, ma finché c'era De Rossi lo era solo per un paio di settimane: ora ha 2 anni e 4 mesi in più rispetto al compagno più vicino d'età, il 34enne Kolarov. Ma la Roma sapeva benissimo quel che faceva quando se lo è fatto dare dal Bologna per Skorupski, garantendosi anche 5 milioni di conguaglio, qualche bonus e una discreta plusvalenza: serviva un portiere molto esperto, che avesse giocato talmente a lungo da potersi sedere in panchina senza dimenticare le misure della porta.

Senza ruggine

E Mirante – che ieri è stato protagonista di un video promozionale di Roma Cares, girato ben prima del Covid, durante la visita ai pazienti del reparto pediatrico di un ospedale, senza mascherine né distanziamento sociale – veniva da 9 stagioni da titolare, 6 a Parma e 3 a Bologna: l'ultima squadra che lo aveva utilizzato come dodicesimo era stata proprio la Sampdoria che potrebbe sfidare alla ripresa del campionato. Era il 2007, la prima volta in cui si allontanava dalla galassia bianconera: la Juventus lo aveva pescato in Campania per gli Allievi Nazionali, promosso prima in Primavera poi come terzo, mandato in prestito in due piazze amiche come Crotone (41 presenze in B) e Siena (26, ma in A), prima di piazzarlo alle spalle di Buffon nell'anno della serie B post-Calciopoli. Quando lo presero i doriani avevano Montella e Cassano nel reparto d'attacco, e Luca Castellazzi in porta, che gli lasciò comunque uno spazio più che discreto: 13 gare il primo anno, 9 il secondo. Anche lo scorso anno avrebbe dovuto giocare poco, ma quando Olsen ha perso le ultime certezze, Ranieri lo ha chiamato in causa. Undici presenze in campionato, soli 6 gol subiti, e una certezza: Mirante quando serve c'è.