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Roma Primavera, è bella confusione: 6-2 e Inter asfaltata, di nuovo al 1º posto

Le assenze non frenano i giallorossi: azioni corali e debolezze portano al tris di Almaviva. Poi il rosso a Kukulis e le reti di Di Nunzio, Arena e Forte

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
15 Febbraio 2026 - 13:15

 

Sinfonia pregiata. Con qualche errore. Ma è bella confusione al Konami Centre: la Roma Primavera esegue a meraviglia lo spartito e silura l'Inter con un nettissimo 6-2. Scricchiolando, facendosi grande e prendendo fiducia nella ripresa. Nonostante l'avversaria, nonostante le difficoltà: Lulli e Marchetti sono ancora out, Nardin non c'è; e anche Della Rocca, coi grandi di Gasp, non è a disposizione. Eppure, le risorse non mancano. Brillano le seconde linee. Fanno bella la Roma.

Gol e spettacolo, quindi. Tra un'imprecisione e l'altra. In principio, più dalla parte interista: al 1', Maccaroni rischia di andare in gol sul controllo errato di Mackiewicz. La parata di Taho è provvidenziale. Ma la Roma non si arrende: pallino del gioco e aggressività, nella riconquista e nella proposizione, sono punti di forza. E davanti, soprattutto, c'è un terzetto affiatato: il 28 è in rilievo, con Almaviva preziosissimo anche in copertura. Forse, la foga è troppa. E su un fuorigioco romanista segnalato dal guardalinee e non sanzionato dall'arbitro, parte il contropiede letale dell'Inter: la difesa è sbilanciata, Zouin ne approfitta e al 9', complici fortuna e deviazione, trova l'1-0. Nulla di grave. La situazione potrebbe sconquassare i ragazzi di Guidi: ciò non accade. Almaviva tenta subito di riparare; ci riesce Bah al 12', massimizzando il cross servito da Panico con un colpo di testa a beffare Taho. Lo stesso Taho che, dopo qualche minuto di "pausa" romanista (coi tentativi di Kukulis e Marello), la combina grossa: Almaviva è lucidissimo, vede e serve l'avanzata di Litti sulla sinistra; da posizione defilata, il tiro-cross del numero 3 "buca" le mani del portiere e la ribalta al 18'.

All'unisono, la Roma fa valere la qualità offensiva e la robustezza difensiva. C'è l'11 al centro. Con Maccaroni a impreziosire la brillantezza nello stretto: al 27' segue lo scambio con Arena sfornando un tiro che si stampa, reo un tocco nerazzurro, sulla traversa. Ma serve solo qualche minuto. E al 36', Almaviva apre e chiude l'azione del tris. Altro filtrante per Litti (con pace del ritardatario Ballo), quindi cross rasoterra, sponda di Arena e piazzato del trequartista. Rivalsa personale e collettiva, nel momento del bisogno. Poi, però, la difesa rischia di sgretolarsi: Seck e Mirra, imperfetti in questo caso, lasciano spazio 6' più tardi a Zouin, che con un tocco sotto le gambe di Zelezny accorcia. Anticipando il mancato tiro e la zuccata larga di Kukulis che fanno tremare i giallorossi nel finale di primo tempo.

Pare il preludio di un acquazzone. Un altro. Invece, alla ripresa c'è la gomitata di Kukulis al volto di Terlizzi a scacciare le nuvole. Il guardalinee se ne accorge, richiama l'arbitro e arriva l'espulsione, al 50'. La difesa ne fa una forza e si mostra più convinta. Mentre le trame di gioco si fanno più fitte e interessanti. Così, fatti i cambi, basta un minuto a Di Nunzio per combinare con Arena e, al 70', fare il poker. Che diventa pokerissimo al 78' quando è Arena a sfruttare il favore di Di Nunzio, steso regolarmente da Marello in area: tiro a giro e 5-2. L'Inter si affaccia, ma non è abbastanza. E al 92' arriva addirittura il sesto gol giallorosso; ancora una volta un recupero, col 9 a servire Forte. Favorito dalla porta praticamente spalancata. Un'orchestra. La Roma sbaglia, poi riacciuffa la nota giusta e conduce in maniera strepitosa. Sintesi della gara e, soprattutto, del periodo. C'è da attendere la Fiorentina: nel frattempo, Mirra e compagni possono godersi il primo posto. Meritato.

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