Rideva sempre Joseph Bouasse Ombiogno, come chi ha visto l'abisso ed è riuscito a non caderci dentro. Lo chiamavano Perfection, la sua favola sembrò tale solo per pochi mesi: era venuto in Italia per giocare a pallone e ci era riuscito, firmando un contratto professionistico con la Roma, pochi mesi dopo aver rischiato la bruttissima fine che può fare chi viene abbandonato in un stazione dei treni di un paese straniero, minorenne, in un continente diverso e ostile. A vent'anni la sua carriera era finita su un binario morto, a 21 se n'è andato, stroncato da un malore, forse un arresto cardiaco, nella notte tra domenica e lunedì. Dicono stesse giocando ai videogiochi con un ragazzo senegalese, Diallo Ba, pure lui passato per Trigoria, senza troppa fortuna.

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