Affronterà una Spal che ha praticamente la metà dei suoi punti la Roma Primavera nell'anticipo di oggi alle 14.30 al Tre Fontane (diretta tv su SportItalia, chi volesse venire può andare su segnaposto.asroma.com e prenotare il suo tagliando gratuito), ma il pericolo numero 1 sarà il tecnico, che conosce alla perfezione l'intera rosa. Al posto di Giuseppe Scurto (venuto ad allenare la Roma Under 18) c'è Fabrizio Piccareta, che dopo una carriera in giro per l'Europa, tra Inghilterra (da secondo) e Finlandia (da allenatore capo, vincendo anche la Coppa nazionale, con l'Inter Turku) è sbarcato a Trigoria per prendere la Roma U17. Era il gruppo dei 2002, quello di Bove, Zalewski, Tripi, Ciervo e Milanese, che perse in finale lo scudetto contro la fortissima Inter di Sebastiano Esposito, Oristanio e Stankovic: l'anno dopo ripartì dai 2003 (fu lui, ricevendo la segnalazione dell'amico Tony Basha, a far arrivare in prova dall'Australia Cristian Volpato), senza riuscire a finire la stagione causa Covid, l'anno dopo ancora vinse lo scudetto con i 2004, da Faticanti a Missori, passando per Cherubini e Padula. Come a dire che conosce alla perfezione pregi e difetti di praticamente tutta la rosa a disposizione di Alberto De Rossi: fanno eccezione i pochissimi che sono arrivati dopo l'Under 17, da Keramitsis a Tahirovic, fino a Oliveras. Lo scorso anno la Spal sconfisse la Roma a Ferrara (prima gara dopo il lockdown, e prima sconfitta di una squadra a punteggio pieno) e la fermò sullo 0-0 al Tre Fontane, ma la rosa di quest'anno sembra avere qualcosa in meno rispetto a quella della scorsa stagione: con 23 gol presi in 11 partite sono, insieme al Pescara, la peggior difesa del campionato (e la Roma ha il miglior attacco, con 25). «Secondo me è anche l'avversario a determinare questo risultato - ha dichiarato Aberto De Rossi, ai microfoni del club giallorosso - Ho visto la Spal con il Milan: sono partiti forte, ma poi c'è stato il ritorno dei rossoneri». Gli viene chiesto del ritorno di Satriano, e delle prime gare di Padula, due centravanti che portano una fisicità che non sempre la Roma ha avuto. «È stato evidente contro la Sampdoria: quando ho fatto entrare questi due giocatori la differenza si è vista. Sono forti fisicamente ma anche veloci, attaccano la profondità, sono un valore aggiunto alla rosa». E oggi faranno comodo, perché davanti non è detto che ci sia Voelkerling Persson, che finora ha 12 presenze in 12 gare: lo svedese era in panchina ieri sera a Sofia (prima convocazione in assoluto per lui), come Tripi, Ndiayè e il portiere Mastantonio (altra prima volta). Sarebbero rimasti certamente a riposo se si fosse giocato alle 21: con la gara iniziata alle 18.45 e la squadra che non si è fermata a dormire in Bulgaria non è escluso che alla fine possano raggiungere i compagni della Primavera.