Primi della classe: doppio Seck e Morucci, Roma Primavera col 3-0 sul Lecce
La squadra di Guidi sale in cattedra col passare dei minuti. Il difensore sbaglia a più riprese, poi si riscatta e indirizza la gara. È di nuovo vetta a 40 punti
(MANCINI)
Cresce la Roma Primavera, fino a toccare la vetta. Della classifica, s'intende. Al Deghi Center di San Pietro in Lama, cinismo e grinta portano al 3-0 contro il Lecce. Con tracotanza, ci si riprende il punto più alto del tabellone. Guidi può ritenersi soddisfatto: i suoi germogliano e in poco tempo si fanno robusti, pure se a tratti imprecisi. Ma senza gli uomini cardine: Lulli, Della Rocca e Arena (verso la presenza a Udine, al seguito di Gasp), più Mirra, tenuto in caldo. Pochi spunti. Tanta concentrazione. Qualità che forse, più di ogni altra cosa, era mancata col Bologna.
Anche quella va in crescendo. In principio, però, si rischia: è la testa di Seck a regalare, al 2', la discesa a Esteban e il tiro a Laerke. Clamorosamente sul fondo, a tu per tu con De Marzi. Caso o no, poco importa. C'è una Roma macchinosa, a impostare perlopiù sui duelli individuali in fascia la partita. Di fatto, Sangaré è costretto a uscire al 23'; Pacia, altro protagonista del duro contrasto, lo segue nel giro di pochi minuti. Subito dopo la rete romanista, che arriva al 28': Litti ci prova dalla distanza e viene fermato da Penev; l'azione prosegue e sulla catena di destra è bravo Bah a metterla in mezzo, trovando un'altra respinta del portiere. Stavolta meno fortunosa. Seck si trova nel posto giusto al momento giusto. Proprio lui, non di certo in eccesso di zelo in avvio.
La Roma lavora bene, contiene al meglio la fantasia degli avversari. Il trio difensivo, composto da Nardin, il 4 e Terlizzi si fa trovare sul pezzo, collaborando con Panico e Bah, duo fisso a centrocampo. Pochi pericoli ai lati: sulla destra, l'uscita di scena di Sangaré lascia spazio al positivo esordio di Carlaccini, tignoso e attento. Fino a ripresa inoltrata, il problema è la poca fantasia. Anche da parte dei due trequartisti Di Nunzio e Forte, oltre che di Morucci. E alla ripresa, è il Lecce a tenere maggiormente il pallone. Incontrando sulla sua strada la prontezza di Di Nunzio e compagni: Nardin toglie in scivolata il pari a Laerke, rimediando all'errore di Seck in marcatura; dopodiché, un'altra sbavatura del senegalese porta al clamoroso cucchiaio errato del neo-entrato Onyemachi. Il tempo per rimediare c'è. E infatti è proprio lo stesso Seck, al 71', nel momento migliore degli avversari, a sfruttare il corner battuto dal capitano e a incornare di testa, battendo ancora Penev per il raddoppio.
Da lì, è tutta in discesa. Lo dimostra la tranquillità assunta dalla Roma. Così, è Bah a servire al 78' Morucci in verticale in area per il tris: una sterzata, due sterzate sul non perfetto Scott e tiro a incrociare. Gara chiusa, con gli ultimi minuti a prolungare l'attesa nel rivedere il nome di Roma e della Roma in testa alla classifica. 40 punti. In più, una prestazione fatta di tenacia, pazienza ed efficacia. La risposta è arrivata. Andrà prolungata pure col Genoa, sabato prossimo. Per il momento, la felicità sta tutta qui.
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