Della Roma di Fabio Capello si è sempre detto: l'anno dopo lo scudetto aveva una squadra ancora più forte, e non ha vinto. Si ritrovò una squadra più forte anche Alberto De Rossi, pochi mesi dopo lo scudetto del 2011, quello di Florenzi capitano. Che andò via, a Crotone, e come lui lasciarono Antei, Frascatore e Montini. Ma la squadra fu rinforzata da una coppia d'attacco dalla straordinaria efficacia: in estate arrivò l'ivoriano Tallo, che aveva la potenza fisica di un calciatore adulto, a gennaio Nico Lopez, 15 centri in 12 partite, uno ogni 52'. Arrivò il ventenne terzino francese Nego, salirono dagli Allievi Romagnoli e i gemelli Ricci, mentre i vari Ciciretti, Politano, Sabelli, Piscitella, Pigliacelli e Verre, al secondo anno nella categoria, crebbero ulteriormente come rendimento. Mentre Viviani scendeva nella categoria dopo aver debuttato in Europa League e in campionato, con Luis Enrique.

Non centrò lo scudetto quella Roma, uscendo in semifinale contro la Lazio una Lazio che aveva ben meno talento (quello che ha fatto più carriera è stato Cataldi), però ha vinto la Coppa Italia. E per riuscirci, espugnò lo Juventus Stadium: era stato inaugurato l'8 settembre 2011, la Juve dei grandi non aveva mai perso (capitò solo vari mesi dopo, il 3 novembre 2012, 3-1 per l'Inter, Juan Jesus in campo, Stramaccioni in panchina), la prima squadra a festeggiare un successo in quell'impianto fu Roma di Alberto De Rossi, l'8 marzo 2012. Dopo 4' fallo su Ciciretti in area, rigore trasformato da Viviani, raddoppio di Tallo, di testa, al 18'. C'erano Spinazzola e Chibsah in quella squadra, accorciò Libertazzi: 2-1 per la Roma, che 2 settimane dopo, con lo 0-0 dell'Olimpico, alzò la Coppa.