Finisce con un pareggio che sa tanto di rimpianto. La Roma domina per oltre un'ora, soddisfacendo anche l'estetica, senza riuscire però a sferrare il colpo del ko decisivo, peraltro in superiorità numerica. Occasione sprecata da un lato, conforto per l'anima dall'altro dopo i pasticci in vari ambiti di inizio stagione: la squadra c'è e può dire la sua. Anche contro le migliori del campionato. 

6,5 FONSECA La sua squadra annunciata mette sotto la Juventus per oltre un'ora, giocando anche un bel calcio. Qualche perplessità sui campi, effettuati e mancati.

6 MIRANTE Incolpevole sulle reti avversarie, di fatto è chiamato una sola volta all'intervento, anche facile perché CR7 lo centra in pieno. 

5,5 MANCINI Dalle sue parti in avvio si aggira un certo Ronaldo e se per un'ora l'unica azione degna di nota è quella del rigore, qualche merito è anche suo. Ma sul secondo gol bianconero entra in concorso di colpa e nel finale soffre molto più che nei precedenti 70 minuti. 

6,5 IBANEZ Torna al centro dei tre nell'inedita linea arretrata. Comincia mordendo le caviglie di Morata, tanto per far capire che aria tira. Anticipa e salva con puntualità: si perde una sola volta l'avversario, ma subito rimedia e nel complesso è il più continuo del terzetto. 

6 KUMBULLA  Debutto da romanista in una sfida mica da ridere. Ma l'ex veronese mostra più personalità (rimedia anche un giallo) che sbavature. 

6 SANTON Se per oltre un'ora Cuadrado non punge si deve anche alla sua opposizione attenta. Più confuso quando si propone in avanti. 

6,5 PELLEGRINI Arretra di qualche metro nel nuovo scacchiere, dedicandosi al doppio compito di costruzione e interdizione e accompagnando sempre il movimento di squadra, in entrambi i versi. Sfortunato più che colpevole nell'episodio del rigore che causa il provvisorio 1-1. 

IL MIGLIORE - 7,5 VERETOUT Il primo vantaggio è tutto suo: dal break che inverte il possesso, al tiro che conclude l'azione trovando le mani di Rabiot, all'esecuzione del rigore, non perfetta come sempre ma efficace. Il suo ritmo non cala mai e l'azione da cui scaturisce la doppietta - lanciandosi nello spazio a tutta forza - gliene rende merito. Ma di certo non lo appaga: le sue maratone finiscono soltanto al triplice fischio. 

6,5 SPINAZZOLA Uno degli ex del match. Chiamato a confermare lo strepitoso stato di forma palesato nelle prime uscite, resta attento in fase difensiva e continuo ma senza strafare quando è sollecitato ad avanzare. 

7 PEDRO Comincia danzando sul pallone con la suola fra nugoli di avversari, come soltanto uno della sua classe può fare. Si scambia fascia di competenza con Micki che è un piacere, rifinisce, torna perfino a coprire quando è il caso, poi mira l'incrocio con un destro a giro dalla distanza e solo Sczcescny gli nega quella che sarebbe una meritatissima gioia personale. 

6,5 MKHITARYAN La prima grande occasione se la crea con un assolo da urlo, ma sul più bello Szczesny lo ipnotizza. L'assistenza per il secondo vantaggio è una delizia, fra controllo in corsa e passaggio decisivo. Sempre vivo, anche se cala nella ripresa. 

6 DZEKO I fari non possono che essere puntati su di lui e Edin, recuperata titolarità e fascia, non delude le attese, rivestendosi da leader, regista offensivo e catalizzatore di ogni pallone da trequarti in su. Dai suoi piedi nasce la fulminante ripartenza del 2-1. Nella ripresa ha due occasioni d'oro per il possibile 3-1: in entrambe dà sfoggio di straordinaria tecnica, non di altrettanta freddezza. Peccato. Di gol. 

5 PERES Dà il cambio a Santon e un minuto dopo viene sovrastato da Ronaldo per il 2-2. E in più (in meno) non allarga il gioco come richiesto. 

5,5 DIAWARA Rileva Pellegrini nel finale, senza garantire lo stesso dinamismo e creando poco anche in fase di costruzione. Diesel senza turbo.