Pagelle

Le pagelle di Panathinaikos-Roma 1-1: Pisilli non si ferma

Niccolò cambia marcia e ribalta il fronte: altra prestazione maiuscola in Europa. Dopo la lunga assenza El Aynaoui torna lucido. Per Ghilardi partita macchiata dall’errore sul gol

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
30 Gennaio 2026 - 06:30

Di carattere. La Roma recupera nel finale una gara che si mette subito in salita, dopo essere apparsa in discesa quasi agevole nelle prime battute. All’inizio sembra davvero esserci poca storia, con tre occasioni nitide in dieci minuti. Poi l’espulsione cambia tutto, il gol incassato per un altro errore individuale complica ulteriormente le cose, ma il gruppo di Gasp va a prendersi con personalità pareggio e qualificazione diretta. Unica fra le italiane.

IL MIGLIORE - 6,5 PISILLI. Fondamentale nel rompere il ritmo dei greci e ribaltare il campo. Suo il cross (deviato) che vale l’assist vincente. Il degno seguito della super prestazione con lo Stoccarda. Stile romano, vocazione europea.

IL TECNICO - 6,5 GASPERINI. Fra necessità e scelte, schiera ancora una squadra senza attaccanti veri. Inizia dominando, resiste a lungo in 10 e l’1-1 finale diventa quasi un’impresa. Ma non casuale.

5,5 GOLLINI. Esordio assoluto e a sorpresa da romanista dopo aver trascorso un anno più vicino all’addio che al campo: deve scrollarsi la ruggine e nella prima uscita rischia molto, poi ringrazia la traversa. Il tiro che sblocca la partita non sembra però irresistibile.

5 GHILARDI. Schierato sul centro-destra, in breve è costretto agli straordinari e rimedia un giallo fin troppo severo per il singolare metro di giudizio dell’arbitro. Colossale l’ingenuità che spiana la strada a Taborda per il vantaggio greco . Anche se reagisce con personalità all’errore la macchia resta.

4 MANCINI. Gasp gli affida le chiavi della difesa, ma per una volta la scelta non si rivela felice:  Gianluca stende Pantovic diretto verso Gollini e il Var trasforma il giallo in rosso, cambiando dopo appena un quarto d’ora l’inerzia del match.

6,5 ZIOLKOWSKI. Per una volta fa il braccetto e se la cava senza affanni. Tanto che si fa vedere spesso in area opposta: al 10’ ha già la terza grande opportunità giallorossa,  trovando anche lo spazio giusto, ma mettendo fuori da pochi passi. Si riprende tutto con gli interessi a poco dal termine con un tuffo da attaccante vero. E nel recupero sbroglia pure una situazione pericolosa.

6 CELIK. Difetta in precisione nella fase iniziale in cui la squadra è padrona del campo. Paradossalmente trova le misure nel momento di maggiore difficoltà e sfiora l’eurogol a inizio ripresa con un gran destro al volo.

6 CRISTANTE. Parte in mediana, poi l’espulsione di Mancio lo sposta al centro della difesa. Quando entra Ndicka torna in mezzo, sempre con lo stesso spirito. Di sacrificio.

6 TSIMIKAS. Gioca “in casa” e già in avvio potrebbe lasciare il segno, ma la sua botta dal limite viene respinta. Si propone, ma non fino in fondo.

6 SOULÉ. Non sfrutta il gentile regalo offerto da Lafont in combutta con Pelle. La “strana coppia” sa costruire ma non riesce a pungere.

6,5 EL AYNAOUI. Rientra dopo la lunga assenza per la Coppa d’Africa e appare in palla fin dalle prime battute, sia a supporto dell’attacco, sia quando arretra qualche metro: si libera con personalità dalla morsa greca, va spesso al tiro, non teme le iniziative personali.

6 PELLEGRINI. Nell’inedita posizione di centravanti, sia pure sui generis, confeziona le più nitide palle gol del primo tempo, ma una la spreca in prima persona. Con l’uscita di Soulé la qualità è in gran parte demandata a lui e non si tira indietro, ma perde ancora l’attimo sotto porta.

6 NDICKA. Dentro per ridare stabilità alla difesa, senza grandi sofferenze.

5,5 RENSCH. Nell’emergenza piena entra a dare supporto all’attacco spuntato e subito ha la palla buona per il pareggio, ma sceglie il pallonetto senza saperlo calibrare.

6 WESLEY. Si aggiunge all’assalto finale, fra corsa e confusione.

6 DELLA ROCCA. Al debutto fra i big, gli si può perdonare l’eccesso di foga.

S.V. ANGELIÑO. La convocazione è stata la prima buona notizia, il ritorno in campo l’ha infiocchettata.

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