Il terzo tris consecutivo è il più sofferto. Anche perché ottenuto contro una squadra che a inizio gara deteneva la miglior difesa del torneo, che tre gol in una volta sola non li aveva mai presi e in casa mai più di uno. Ma la Roma sa anche attendere il momento propizio per colpire. Da grande squadra.

IL MIGLIORE - 7,5 PELLEGRINI L'ottava meraviglia della sua stagione da assist-man d'oro arriva dopo poco più di un quarto d'ora. Una perla che soltanto chi ha lo specchietto retrovisore incorporato può regalare. Lui è di quella genia: non a caso nasce e cresce nella città e nel vivaio che hanno dato i natali a Totti. Si innervosisce e Guida che fin dal primo istante lo ha preso di mira, lo ammonisce per proteste. Potrebbe essere condizionato, invece si ricarica. Schiaccia troppo la girata al volo su assist di Kolarov, poi si mette in proprio e sfiora la firma in una gara maiuscola. A fior di Pelle.

6,5 LOPEZ Al quarto d'ora la bandierina dell'assistente vanifica una sua magnifica doppia uscita. Può poco su Faraoni, ma dà sempre la sensazione di essere sul pezzo.

6,5 SANTON All'inizio soffre oltre il lecito le avanzate veronesi dal suo lato, poi prende le misure e replica la buona prestazione di Istanbul.

7 MANCINI Il primo tempo è in linea col resto della difesa: meno sicuro del solito. Nella ripresa la sua crescita è esponenziale e solo Guida riesce a frenarla: prende almeno due colpi, ma il giallo spetta a lui.

7 SMALLING Poche sbavature in principio, poi torna a giganteggiare. Sfiora il gol con l'abituale incursione in area avversaria. Smallingville.

6 KOLAROV Si perde Faraoni sul pareggio, stringendo troppo in mezzo. Poi prova a riscattarsi servendo un gran pallone a Pellegrini. Puntuale nelle avanzate, non sempre preciso nei passaggi.

6,5 DIAWARA Infastidito dal dinamismo dei dirimpettai, che lo costringono ripetutamente al fallo, quindi al giallo. Non si scompone e rientra in cabina di regia. Con maestria.

6,5 VERETOUT Recupera un'infinità di palloni fino all'ultimo istante, come se il serbatoio da cui attinge fosse senza fondo. Mezzofondista.

6 ÜNDER Torna titolare a tre mesi esatti dall'ultima: non è al meglio e si vede, ma una sua imbucata manda Dzeko a conquistare il rigore. Poi lotta con se stesso: il Bentegodi non lo ispira come all'epoca del primo gol romanista

7 KLUIVERT Ancora un gol, ancora innescato dal 7. Ripiega generosamente in velocità ma sul contrasto si fa male ed è costretto a lasciare il campo dopo appena mezzora.

7 DZEKO Torna con la fascia al braccio sul campo dove oltre quattro anni fa ha esordito in giallorosso e mette subito in chiaro il ruolo: agisce da leader, rifinisce da fuoriclasse. L'apertura da cui nasce l'azione dell'1-0 è illuminante, il fallo da rigore che strappa è da attaccante navigato e scaltro. Per il resto, lotta aerea senza paura e solito piede fatato. Dzeko di prestigio.

7 PEROTTI Entra quasi per caso per il ko di Kluivert: all'inizio sembra un po' sfasato, ma quando si tratta di andare sul dischetto si riprende ciò che gli appartiene e non delude. Poi inizia un'altra gara e forse la rinascita, sintetizzata dall'assist-ciliegina per il 3-1.

6,5 MKHITARYAN Rientra in campionato dopo due mesi e mezzo tempo gli basta per fare game-set-match.

S.V. FAZIO Nel finale di lotta e goduria.