Le pagelle di Roma-Sassuolo 3-0: Super Mario ringhia
Hermoso chiama la carica: morde e sfonda il muro avversario firmando il vantaggio. Cristante di lotta e governo. Soulé delizia a intermittenza. Malen all’asciutto ma entra in tutti i gol
(GETTY IMAGES)
Bella e cattiva. La Roma non si intenerisce di fronte a uno dei suoi figli (com’è giusto che sia) e sbrana il Sassuolo dopo averlo cacciato per mezzo tempo nella propria tana. Se è sembrato facile è perché questa squadra è forte.
IL MIGLIORE - 7,5 HERMOSO. Rognoso, “avvelenato” il giusto, tosto in ogni zona. Da quella che gli è propria, dove in assenza di Mancini è lui a sfoderare il grugno d’ordinanza; al lato opposto del campo, in cui sfonda di forza il muro emiliano e apre le danze. E dopo il vantaggio resta l’uomo ovunque che non fa mai calare l’attenzione sotto la soglia minima. Maestro di vita.
IL TECNICO - 7 GASPERINI. Ancora una prova molto più che convincente, per temperamento e qualità di gioco, nonostante le fatiche dell’impegno di coppa e la rosa ancora ridotta. Martello.
6 VASQUEZ. Dopo 3’ deve distendersi per negare a Matic il gol dell’ex. Da quel momento in poi può godersi da posizione privilegiata lo strapotere dei compagni.
6,5 BALERDI. L’errore di Manchester non lo ha destabilizzato neanche un po’. Anzi, prova subito a rifarsi. La prima ghiotta (doppia) occasione è per lui, di testa e piede. Ci riprova a fine tempo e per tutto il resto del match vaga più nella metà campo avversaria che nella propria. La sua rapidità glielo consente.
6,5 NDICKA. L’impegno di giornata non è dei più gravosi, ma quell’incedere serafico aiuta a rendere tutto anche più semplice del previsto.
6,5 MOLINA. Del versante destro tutto argentino è l’anello di mezzo, oltre che il meno appariscente. Rispetta però le consegne e sfiora anche il poker dopo una lunga cavalcata.
7 CRISTANTE. Un paio di imprecisioni iniziali non inficiano una gara ai limiti dell’impeccabile: gran bella miscela di interdizione e regia. Osa verticalizzazioni come nessun altro fa quando il Sassuolo è ancora chiuso a riccio. E tampona appena gli avversari provano a ripartire. Il solito maiuscolo uomo di sostanza.
6 KONÉ. Rientra dopo tre settimane e la condizione fisiologicamente non può essere al top. Eppure nelle battute iniziali uno strappo dei suoi lascia sperare in qualcosa di più, ma poi non forza.
6,5 WESLEY. Duetta fin dall’inizio con Mora, concedendo guizzi fin qui messi in mostra più in Europa che in campionato. Ma si mantiene lucido e puntuale quando si tratta di dare una mano in ripiegamento.
7 SOULÉ. Tira la carretta da un bel po’ e ci può stare che la brillantezza non sia persistente. Quando però innesta le marce alte regala veri e propri bagliori di luce. Peccato per la scelta fin troppo altruistica di servire Malen e non concludere a porta sguarnita. Resta lo spettacolo di giocate di livello eccelso.
7 MORA. L’asse di sinistra con Wesley funziona: è ispirato e al quarto d’ora sfiora la traversa. A inizio ripresa sembra calare, ma è solo un’impressione perché di lì a poco trova la firma che chiude i giochi. La quarta in 400 minuti. Mica male per chi mica è Malen.
6,5 MALEN. Anche i tiratori scelti per una volta possono avere la mira offuscata. Capita perfino a Donyell, che in almeno un paio di occasioni manca il bersaglio in modo per lui inusuale. Ma perfino in una sera simile entra in tutti i gol: 2 assist e un’autorete provocata. Il timbro c’è.
6 PISILLI. Gioca l’ultima mezz’ora sulla trequarti, ma segue ancora la scia opaca più recente e spreca una buona occasione.
6,5 DE ROON. Incarna alla perfezione lo spirito battagliero che in una grande squadra dev’esserci sempre, anche a risultato acquisito. E lui entra sul 3-0. Pupillo di Gasp, non a caso.
6 CASTRO. Da qualche settimana sembra meno famelico rispetto all’avvio della sua storia romanista.
6 KOULIERAKIS. Un quarto d’ora in campo in cui “fa Hermoso”: morde, si muove da sinistra a destra e si aggiunge alla manovra offensiva.
6 GHILARDI. Una manciata di minuti, al galoppo costante.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE