AS Roma

Altri tre, come se nulla fosse

La Roma spadroneggia con il Sassuolo e attende i risultati della Lazio a Napoli e di Inter-Como

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
08 Novembre 2026 - 06:00

Come volevasi dimostrare, perché a volte la logica non è considerata tale e altre volte il calcio non viene visto per quello che è, la Roma si è sbarazzata facilmente dell’ostacolo Sassuolo, troppo basso per rappresentare un pericolo per una squadra che schiaccia le squadre di più basso lignaggio e non concede loro neanche la possibilità di provarci. La pratica è stata liquidata ieri con tre reti, ma avrebbero potuto essere anche il doppio se a volte sotto porta la squadra non fosse stata un po’ troppo leziosa. A segno nel primo tempo, a stretto giro, prima Hermoso in combinazione con Malen, poi con un destro dello stesso Malen con doppia deviazione di Caleta-Car e Idzes (l’autogol sarà di quest’ultimo per gli annali della Lega) e poi con Mora a sfruttare col destro un’altra combinazione ancora con l’olandese. Che alla fine non ha segnato, ma è stato in qualche modo presente in tutte le reti, con il suo dinamismo capace di tenere in apprensione tutte le difese che devono affrontarlo.

La Roma non è squadra che si faccia condizionare troppo dal momento o dall’ultima sconfitta, anche se bruciante come quella dell’Old Trafford. Nella concezione filosofica dell’allenatore, quando l’arbitro fischia una nuova partita si riparte all’attacco e si difende in avanti, uno contro uno e via, conta poco che ti chiami Mbeumo o Esposito, Bruno Fernandes o Matic. Si va forte, e poi si fa la conta dei gol. Il primo tempo ha detto 2-0, condensati tra il 27’ e il 30’, nucleo di una costante pressione offensiva che ha visto lo sviluppo continuo del gioco nella metà campo davanti alla panchina di Aquilani. L’ex romanista, visibilmente emozionato all’ingresso delle squadre in campo, aveva provato anche ad inventarsi qualcosa: schierando ad esempio un 352 variabile che a un certo punto si è trasformato in 433, e poi lasciando quattro giocatori alti sui calci d’angolo battuti dalla Roma, costringendo così Gasperini a tenere ovviamente altrettanti difendenti bassi, ma niente è servito a fermare la furia offensiva giallorossa. Troppo evidente la differente levatura tecnica, con la qualità delle giocate in velocità dei romanisti a fare la differenza, nonostante qualche errore lo abbiano commesso anche loro, ad esempio Cristante nella parte iniziale della gara. Gasp ha lanciato Koné titolare dall’inizio al fianco di Cristante, non convocando neanche Mancini e mettendo Balerdi da quella parte a completare il terzetto difensivo con Ndicka e Hermoso, con Molina a destra e Wesley a sinistra, e il tridente con Soulé, Mora e Malen.

Aquilani aveva risposto con una difesa inizialmente a tre, con Walukiewicz, Idzes e Caleta-Car davanti a Muric, preferito a Turati, con una linea di cinque centrocampisti con Cinquagrano e Doig esterni, con Matic in regia e Thorstvedt e Sulemana in mediana, con Seba Esposito e Laurienté più avanti. Ma a volt Thorstvedt si alzava a difendere per primo su Ndicka, come se fosse un centravanti occulto, poi Cinquegrano a volte saliva a fare la terza punta (quasi stabilmente dopo una ventina di minuti, con il Sassuolo sistemato a quattro dietro con Walukiewicz e Doig terzini), insomma un tentativo di tourbillon persino apprezzabile per un allenatore che se le sta inventando tutte per tirare su una squadra che però proprio non si ritrova. Così con la Roma sono diventate cinque le sconfitte consecutive e soprattutto 19 i gol presi. Tanti, forse troppi. Ma farebbero male a esonerarlo. Con lui il Sassuolo potrà riprendersi perché dopo la sosta avrà due sfide in casa con Genoa e Napoli e poi i confronti decisivi con Venezia, Lecce e Parma. Certo non poteva farlo ieri, contro una Roma così in palla.

Nel tabellino della cronaca il primo episodio è addirittura neroverde, con Matic che al 3’ si è ripresentato all’Olimpico con un gran sinistro in diagonale nella porta sotto la Sud, costringendo Vazquez, nuovamente chiamato a difendere la porta stanti le indisponibilità di Svilar e Gollini, all’intervento decisivo in corner. E sul calcio d’angolo, con le marcature miste adottate dalla Roma, qualcosa ancora non ha funzionato, perché Balerdi si è perso Caleta-Car e sulla torre del difensore prima ha provato a calciare Walukiewicz e sulla respinta di Ndicka è andato al tiro Idzes, alto. I tre centrali di Aquilani a spaventare la difesa. Ma è stato l’unico squillo neroverde prima del monologo romanista che è cominciato già al 7’, con un’incursione centrale di Koné non preso da nessuno, fino al tiro finale deviato da Idzes. Al 12’ un corner corto sull’asse Soulé-Mora con relativo cross del portoghese sul secondo palo è stato impattato di testa di Balerdi, deviato da Idzes a scavalcare Muric, ma il gol è stato salvato in rovesciata sulla linea da Caleta-Car.

Al 17’ Cristante non ha servito benissimo Malen, sul rimpallo la palla è arrivata a Mora che ha provato a calciare di destro a giro trovando una deviazione che gli ha alzato la palla sopra la traversa di pochissimo. I gol sono arrivati all’improvviso uno dietro l’altro intorno alla mezz’ora, quando sembrava che il Sassuolo stesse cominciando a prendere le misure alla Roma. Al 27’ Hermoso è partito praticamente dal cerchio di centrocampo, ha trovato Malen in un nugolo di avversari, l’olandese ha provato a restitiuirgli il pallone, ma Sulemana e Idzes si sono messi di mezzo, ma il rimpallo ha favorito proprio il difensore spagnolo che più o meno dal dischetto ha sparato un gran sinistro sotto la traversa per il gol che ha spaccato la partita. Neanche tre minuti dopo Cristante ha recuperato una palla sulla trequarti a sinistra, Mora l’ha ripulita per Koné che ha servito l’arrembante Molina a destra che invece di crossare in area ha servito Malen che si era abbassato e dopo il suo tipico controllo a spostarsi il pallone sul destro ha tirato forte innescando una carambola che è terminata in fondo al sacco dopo le deviazioni di Caleta-Car e Walukiewicz. In discesa, la Roma è andata se possibile ancora più leggera: al 35’ un sinistro a giro di Soulé ha sfiorato la traversa Al 36’  è stato Balerdi a destra a rompere gli argini, arrivando al tiro che ha costretto Muric ad un altro complicato intervento. Al 40’ Soulé ha recuperato un pallone in pressione sulla trequarti e ha calciato forte di sinistro, respinto da un altro bel tuffo del portiere montenegrino, Mora ha recuperato il pallone e lo ha restituito a Soulé che non ha tirato e lo ha regalato a Malen, che non ha tirato e lo ha regalato a Koné che non ha tirato e lo ha ridato a Soulé che lo ha ridato ancora a Koné che poi se l’è fatto rubare.

Al 42’ si è affacciato verso l’area il Sassuolo, con un diagonale di Idzes finito fuori, praticamente l’ultima volta nella partita in cui gli ospiti si sono resi pericolosi.
Nel secondo tempo infatti la partita è stata di pura accademia. Aquilani si è ripresentato in campo con due cambi: Bowie e van der Brempt per Matic e Cinquegrano, per schierare la squadra con un 343 che in fase di non possesso è diventato un 541 molto difensivo. È la coperta corta di cui ha parlato Aquilani in sala stampa, con aria quasi di rassegnazione. Ma il mood della partita non è cambiato: al 3’ Cristante con una bella infilata ha trovato solo Soulé, bravo Mati a saltare pure il portiere, ma poi invece di tirare ha voluto regalare il gol a Malen con un passaggio orizzontale a un metro dalla porta, e forse Donyell non se l’aspettava perché la palla gli è rimasta dietro e insomma il gol non è arrivato. Al 9’ ci ha provato Koné, respinto, al 10’ Malen, parato. Al 13’ il raddoppio, con una combinazione tra l’olandese e Mora che si è spostato col destro tipo Idzes a fine primo tempo, ma il ragazzino ha calciato meglio, mandando la palla all’angolino in diagonale. Gol e gran festa per il 3-0 finale. Che non sarà scalfito né dai cambi (dentro subito de Roon per Koné e Pisilli per Mora, poi Castro per Malen e Koulierakis per Hermoso, e nel finale Ghilardi per Balerdi) né dalle numerose altre occasioni costruite.

Da citare sicuramente l’apertura di Ndicka per Molina solo al 23’, diagonale fuori; la combinazione Pisilli-Malen al 26’ col destro strozzato dall’olandese a portiere battuto; il bel destro di Pisilli al 34’ respinto da Muric; la gran discesa di Ghilardi al 43’ con passaggio illuminante (e fortunato per il liscio degli avversari) per Pisilli che ha avuto persino il tempo di mirare, prima di incocciare la gamba di un difensore che gli ha negato la soddisfazione di un altro gol e il 4-0 alla Roma. Ma Gasperini sa accontentarsi. Gli occhi alla fine gli brillavano.

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