Pagelle

Le pagelle di Udinese-Roma 2-5: Bryan profeta in patria

Nel suo Friuli, Cristante bissa il gol di due anni fa, firma un assist ed è padrone della mediana. Malen terrorizza la difesa bianconera. Soulé spreca, ma poi dispensa perle. Ndicka cancella i brutti ricordi

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
01 Novembre 2026 - 06:30

Troppo forte. In assoluto e per l’avversario. La Roma chiude la pratica Udinese in un tempo, anche se cala troppo a inizio ripresa. Ma al di là della flessione, resta negli occhi la prova di devastante superiorità della prima parte.

IL MIGLIORE - 7,5 CRISTANTE. Il Friuli è la sua terra, ma Bryan non fa sconti e dopo aver deciso la sfida nel 2024, stavolta la indirizza con tempismo impeccabile. Disegna poi due tracce notevoli per Malen e Soulé, prima del regalo per Mora su cui c’è scritto «basta spingere». Si impadronisce del centrocampo e addirittura sfiora il bis di tacco(!). Il solito Maresca prova a rovinargli la festa con un giallo grottesco. Senza riuscirci.

IL TECNICO - 7 GASPERINI. Cinque cambi rispetto al Cagliari, ma tutti gli interpreti incarnano le sue idee: feroci, in perenne movimento, generatori permanenti di occasioni da gol. Devastanti.

6 GOLLINI. Il risultato non è mai in discussione, eppure a fine primo tempo mette anche la sua impronta con un ottimo intervento aereo. Dopo l’intervallo la sua respinta corta costa il gol, ma una deviazione lo inganna. Mentre sul secondo sono i compagni a tradirlo.

7 GHILARDI. Torna dal 1’ nell’impegno forse meno proibitivo delle ultime settimane, ma si districa senza affanni e finisce la gara da esterno, trovando il primo sigillo in A.

7 NDICKA. Questo campo gli potrebbe evocare ricordi contrastanti. Evan però non palesa apprensioni, anzi controlla serafico Davis e spazza via le reminiscenze residue col gol che mette in ghiaccio il match.

6,5 HERMOSO. Gli tocca ancora Zaniolo e il confronto sembra proseguire sui binari dell’ultimo, con qualche miccia accesa dall’ex. Mario però non si scompone e si dedica alla manovra, anche con tocchi di fino.

6 MOLINA. Ha conosciuto la Serie A proprio da queste parti. Ma la fase dell’apprendistato è finita da un pezzo e ora Nahuel viaggia su altri standard. Prezioso in fase difensiva, è troppo altruista in campo opposto quando ha la palla del 5-1. Poi però spreca un’invitante ripartenza.

6,5 DE ROON. Nella strana coppia lì nel mezzo è Bryan a buttarsi negli spazi e Marten quello deputato a coprire l’ultima linea. Assolve il compito con equilibrio e metodo.

6,5 WESLEY. Comincia con un tunnel su Zaniolo, che è sempre un bel vedere, e dopo 10’ pesca Cristante col perfetto cross per il vantaggio. Prova a innescare Mora sulla sua stessa corsia e a cercare guizzi in proprio. Ma tarda nell’uscita sul secondo centro bianconero.

7 SOULÉ. Ormai è in piena fiducia e si vede già in avvio, quando innesca Malen dopo una serie di sombreri in mezzo al campo. Coglie il palo, anche se somiglia più a un errore che a sfortuna. Ma si fa perdonare con la giocata sopraffina che genera il 3-0 e con la pennellata da corner per il poker. Roba da Mati.

6,5 MORA. Gasp lo manda in campo dal principio, ma non replica lo show anti-Cagliari. Eppure trova un altro centro: e sono già tre.

7 MALEN. Pressa, infastidisce, punta e graffia la difesa bianconera, che trema appena le si avvicina. E se la traversa a porta spalancata potrebbe illuderla, la firma immediatamente successiva dà corpo alle paure. Con i numeri mostruosi che lo mettono davanti a tutti in Europa, è il perfetto bomber di Halloween. E di sempre.

6 PISILLI. Si piazza a trequarti e prova a graffiare lanciando compagni o provandoci in proprio. Senza acuti.

6 CASTRO. Nemmeno fa in tempo a entrare, che Gasp lo pungola in continuazione: impiega un po’ a incidere, troverebbe anche un rigore (negato), ma il pallone del 5-2 per Ghilardi è delizia pura.

6 RENSCH. Entra nel momento di frenata collettiva e resta nell’ombra, anche perché sul suo versante si attacca molto meno.

6 MANCINI. Il suo ingresso permette a Ghilardi di staccarsi sulla fascia nel finale e rendere il decentramento più che proficuo.

S.V. KOULIERAKIS. Pochi minuti in campo, a giochi praticamente fatti.

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