AS Roma

Ziolkowski ci porta agli ottavi: è 1-1 tra Panathinaikos e Roma

Mancini espulso dopo 15 minuti di dominio. I giallorossi vanno sotto, ma pareggiano grazie al gol del centrale: saltano i playoff di febbraio

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
30 Gennaio 2026 - 06:00

Con il goleador che non ti aspetti, il ventenne Jan Ziolkowski, la Roma si aggrappa al pareggio (il secondo consecutivo, primo in Europa) che le consente di mantenere l’ottavo e ultimo posto utile della fase campionato di Europa League per qualificarsi direttamente agli ottavi, saltando così le forche caudine del playoff di febbraio, quando invece la maggior parte delle squadre concorrenti in campionato (Inter, Juventus, Atalanta e Bologna) saranno impegnate in mezzo a turni fondamentali per difendere le proprie posizioni. Fa festa dunque la Roma dopo l’1-1 di Atene contro il Panathinaikos, arrivato al termine di una partita surreale, giocata interamente senza attaccanti, con un dominio nel primo quarto d’ora in parità numerica (tre nettissime occasioni da rete) e poi riequilibrata all’improvviso per un intervento scomposto di Gianluca Mancini che su un lancio lungo del portiere avversario ha cercato un impossibile anticipo di testa su Pantovic (invece di far scorrere il pallone e difenderlo davanti a Gollini) ed è stato successivamente costretto a stendere l’avversario per non lasciarlo a campo aperto: inizialmente lo spagnolo Munuera lo ha solo ammonito, ma il collega Villanueva lo ha richiamato al Var per fargli cambiare idea. Il rosso è stato inevitabile, con tutte le circostanze aggravanti ricorrenti, e per la Roma è cominciata un’altra partita. Gasp ha allora lavorato di fantasia: senza effettuare subito cambi, ha retrocesso Cristante in difesa, lasciando un 342 con Soulé e Pellegrini riferimenti offensivi, poi all’intervallo, sullo 0-0 disinvoltamente tenuto, ha tolto l’argentino per inserire Ndicka in difesa, alzando El Aynaoui di “punta” accanto a Pelle, poi ha segnato il Panathinaikos per una sciocchezza di Ghilardi e ha inserito Rensch (per Celik) mandandolo in attacco sul centrodestra e mettendo Wesley sulla fascia, poi ha tolto Pellegrini e inserito il giovane Mattia Della Rocca (classe 2006), a cui ha poi affiancato Tsimikas (rimettendo Rensch sulla fascia), e con questo assetto è arrivato il pari di Ziolkowski all’80’, e nel finale c’è stato anche l’ingresso di Angeliño al posto di Tsimikas, settimo attaccante di giornata. Un tourbillon incredibile per una qualificazione insperata: ma se si fosse giocato in parità numerica la Roma avrebbe vinto largamente. 

Per un quarto d’ora, infatti si era giocato ad una porta, con la Roma ripetutamente pericolosa stanti le enormi difficoltà sia in impostazione sia a difesa schierata dei greci. Tre le clamorose occasioni sprecate dai giallorossi prima dell’espulsione di Mancini: dopo 57 secondi un pasticcio difensivo su un rilancio dalla difesa romanista aveva aperto la strada ad un 3 contro 1 condotto da Pellegrini, con sovrapposizione di Soulé giustamente ignorata a vantaggio di Tsimikas che ha corso in parallelo dalla parte opposta, pronto a ricevere il pallone e a stoccare il classico gol del connazionale ingrato, ma la sua forte conclusione è stata alzata sopra la traversa da Lafont in bello stile. Molto generosamente lo stesso ex portiere della Fiorentina ha regalato sotto pressione un pallone a Soulé al 7’, ma l’argentino non ha avuto l’istinto del killer, ha stoppato male il pallone e, subìto il ritorno dei difensori, ha scaricato il pallone a Pellegrini male, mandandoglielo sul sinistro e non sul destro già pronto a calciare, così anche Lorenzo ha dovuto perdere un tempo di gioco e quando ha tirato c’era già un difensore pronto a deviare in calcio d’angolo. E poco dopo, all’11’, ancora Pellegrini ha battuto benissimo una punizione da circa 35 metri spostata sulla sinistra, cogliendo perfettamente al centro dell’area Ziolkowski in avanzamento, ma il polacco ha appena sfiorato il pallone di piatto invece di colpirlo, graziando così l’incredulo e già rassegnato Lafont. Il motivo di tanto dominio sembrava essere tecnico più che tattico: la Roma era puntuale nei disimpegni e i greci faticavano a starle dietro e quando anche rubavano il pallone lo giocavano senza costrutto, spesso superficialmente, finendo sempre col perderlo. E la Roma partiva e ripartiva, sapendo di poter far male, con l’autorevolezza della grande squadra pronta a prendersi il traguardo degli ottavi senza passare dai playoff. Gasp aveva fatto di necessità virtù, schierando sei giocatori nuovi rispetto alla sfida con il Milan, dovendo registrare il forfait annunciato di Ferguson (per non meglio chiariti dolori alla caviglia) e quello dell’ultimo momento di Dybala (oggi farà gli esami al ginocchio, non sono buone le sensazioni), oltre all’elenco di indisponibili già noto (Hermoso, Koné, Dovbyk, El Shaarawy e i fuori lista Vasquez, Venturino, Malen, Robinio Vaz, Arena). E mentre tutto il pubblico dello Spyros Louis dimezzato (ci sono i lavori in corso nell’impianto olimpico, e l’atmosfera ne risente, nonostante il calore dei circa 15000 presenti uniti peraltro nell’afflato con i 2400 romanisti di un gemellaggio tra le tifoserie in auge da anni) sembrava non attendere altro che l’inevitabile vantaggio romanista, è arrivato l’episodio a sorpresa, sul rilancio del portiere e il già descritto errore di Mancini: la Roma si è sistemata con l’inevitabile 342, abbassando Cristante al fianco di Ghilardi (centrodestra) e Ziolkowski (centrosinistra), mentre Ndicka ha cominciato a scaldarsi (finirà all’intervallo), in mezzo El Aynaoui (inizialmente schierato alto a sinistra, con Soulé centrodestra e Pellegrini falso nove) mediano con Pisilli, dietro agli altri due, ora chiamati a difendere in inferiorità numerica, alzando le pressioni in due contro tre difensori. Lì si è esaurita la spinta offensiva della Roma ma non è cresciuta quella del Pana, anzi è stata la Roma a costruire un’altra occasione con un lancio di Cristante al 26’ per Soulé che è arrivato sul fondo, ha controllato la situazione e ha servito l’arrembante El Aynaoui che ha provato a piazzare col destro semplicemente sfiorando il palo. Proprio una palla persa in attacco dal marocchino al 33’ ha permesso ai padroni di casa di affacciarsi per la prima volta nella metà campo avversaria, bravo nello specifico Cristante a recuperare su Pantovic. Ma l’episodio ha dato più convinzione ai greci che non per caso, quattro minuti dopo, hanno colpito una traversa su una bellissima conclusione di Katris dopo un’azione per la prima volta manovrata nella metà campo romanista. Prima dell’intervallo c’è stato poi un bel cross di Celik per Pisilli, con conclusione di testa neutralizzata da Lafont. 

Com’era inevitabile, Gasperini ha sostituito un attaccante con Ndicka ad inizio ripresa, rialzando Cristante in mezzo al campo, e  rimettendo in attacco El Aynaoui. La mossa è sembrata restituire consistenza alla Roma che ha attraversato indenne la prima parte della ripresa, quella in cui si presumeva che i greci potessero produrre lo sforzo maggiore per vincere la gara. All’11’ è stato addirittura Celik con un gran destro al volo a sfiorare il gol su un cross da sinistra (ma di destro) di Tsimikas. E invece al 13’, come un tuono improvviso nel cielo azzurro, è arrivato il gol del Panathinaikos: da un colpo di testa a metà campo uncinato all’indietro da Pisilli, Ghilardi è andato senza convinzione di testa con la vaga idea di indirizzare verso Gollini senza considerare la presenza in zona di Taborda che lesto ha preso il pallone, ha atteso il ritorno del difensore e l’ha saltato rientrando sul destro, prima di battere rasoterra ingannando anche Gollini. Gasp ha dato fondo ad altri cambi inserendo Wesley per Cristante e Rensch per Celik mentre Benitez ci faceva rivedere in campo anche Renatino Sanches. Al 20’ Rensch ha avuto sul destro la palla del pareggio su gran lancio di Ghilardi, ma a tu per tu con Lafont si è inventato un pallonetto inguardabile. Al 22’ è entrato Della Rocca per Pellegrini. Il Pana ha tirato i remi in barca e gli dei del calcio sono intervenuti a restituire alla Roma almeno il pareggio: su cross di Pisilli deviato di testa sul primo palo da Katris è intervenuto all’altezza del secondo Ziolkowski e di testa ha mandato il pallone all’incrocio dei pali, per la gioia di Gasperini che ha esultato a braccia alte e larghe correndo verso la zona dell’esultanza dei giocatori. Fino alla fine la Roma ha poi controllato il risultato mentre dalla panchina arrivava la conferma che il pareggio sarebbe bastato a garantirsi gli ottavi senza playoff e alla fine è stata festa grande per tutti, senza altre sorprese.

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