Le pagelle di Pisa-Roma 0-1: Soulé tracce di Paulo
Dybala entra e accende la luce. Mati parla la sua stessa lingua e decide la sfida. Koné tamburo nella notte: inizia in sordina ma finisce straripante. Svilar decisivo in avvio di gara

(GETTY IMAGES)
Paziente e testarda. A Pisa la Roma trova un avversario duro, rognoso, pronto a vendere cara la pelle e per un tempo s’infrange sul suo muro. Poi anche grazie all’ingresso di Dybala cambia marcia e fa sua la gara con pieno merito. E sono due su due.
IL MIGLIORE 7,5 SOULÉ. Prova a scardinare la diga eretta da Gilardino, mostrandosi il più vivace in avvio con continua ricerca dell’uno contro uno, ma poco supportato. Suo l’unico tiro nello specchio del primo tempo e il primo della ripresa. Quando è lanciato in solitudine, “pecca” di altruismo ma poi si riprende tutto sbloccando la sfida. La doppietta gliela leva il Var, lasciando molti dubbi. Con Dybala l’intesa è ai limiti del sensuale: vai col tango.
L'ALLENATORE 6,5 GASPERINI. Altra partita gestita tutta nella metà campo avversaria: poche occasioni nella prima metà, ma ben altro ritmo nella seconda. E la porta ancora inviolata.
6,5 SVILAR. A inizio partita si oppone di puro istinto a Meister. I suoi guanti restano inoperosi per oltre 80 minuti, poi sui tentativi pisani nel finale non deve compiere miracoli ma resta attento.
6,5 HERMOSO. Il rientro fra i disponibili di Celik e la linea verde sui nuovi arrivi in difesa non spostano di una virgola le scelte di Gasp: altro che emergenza, Mario a destra è una scelta. Ben riposta: attento dietro, quando si propone in avanti lo fa con qualità.
6 MANCINI. Lotta a suon di centimetri, chili e malizie da campo contro Meister in quello che sembra quasi un match nel match, con esiti alterni. Quando esce dai ranghi prova a pungere sulle palle inattive
6 NDICKA. Concentrato, tiene la posizione senza sbavature.
6 WESLEY. Cerca di affinare l’intesa con Soulé offrendo al partner di corsia continue sovrapposizioni. Ma tende ancora a essere un filo troppo confusionario.
6 CRISTANTE. Prestazione nell’ombra, senza strafare, ma diligente. Resta fondamentale per gli equilibri collettivi, anche lontano dai riflettori
7 KONÉ. Nella prima parte di gara parte in sordina, più largo, meno perentorio nelle percussioni. Poi sale di intensità, riportando decisione nei contrasti e ripartendo a mille, fino a straripare nel finale. Tamburo nella notte.
6 ANGELIÑO. Più terzino che esterno a tutta fascia, dosa le sortite offensive e aiuta eccome in fase difensiva. Meno arrembaggi, più disciplina tattica: la sua evoluzione in salsa gasperiniana.
6 EL SHAARAWY. Come il suo omologo dall’altro lato, anche il Faraone a sinistra tenta di creare superiorità numerica con spunti personali, ma difficilmente salta gli avversari. Esce nell’intervallo e riappare col ghiaccio sulla caviglia.
6,5 FERGUSON. Gli spazi lì davanti sono ridottissimi e prova a farsi largo di fisico o svariando sul fronte offensivo, ma ottiene pochi sbocchi. Aiuta perfino rincorrendo avversari in fase difensiva, ma rimedia un giallo. Poi però è decisivo per l’1-0, proteggendo palla e servendo l’assist vincente.
7 DYBALA. Entra per aprire spiragli nel muro pisano, ma porta la luce. Che abbia la giusta ispirazione si percepisce subito, quando si piazza a sinistra e dà origine all’azione che vale il vantaggio. Pesca anche Soulé (con cui si trova a occhi chusi) per il 2-0 poi annullato. Ma con lui in campo è un altro passo. Joya per gli occhi.
5,5 DOVBYK. Ancora una fetta di partita nella ripresa a sua disposizione, ma di nuovo si presenta macchinoso. E fallisce un’occasione d’oro nel finale.
6 CELIK. Aggiunge sostanza in una fase di sofferenza, anche se più teorica che pratica.
S.V. EL AYANOUI. Poco tempo a disposizione per incidere, per di più nei momenti più disordinati.
S.V. RENSCH. Dentro nel finale con qualche pericolosa disattenzione, sia pure ininfluente sul risultato.
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