Entra Paulo, esce il Pisa. Segna Soulé
Primo tempo di sofferenza, ci salva Svilar. Dybala cambia il ritmo, Mati segna due volte: uno annullato

(GETTY IMAGES)
Due partite, due gol, sei punti. La Roma di Gasperini sembra la Roma di Ranieri, ottiene il massimo risultato col massimo sforzo, perché non esistono più partite facili, neanche con le neopromosse, e lo sa bene anche il Napoli campione d’Italia che dopo una giornata e mezza di campionato condivide il primo posto in classifica (dopo aver battuto il Cagliari con un gol al quinto dei cinque minuti di recupero) proprio con la Roma e con la sorpresa Cremonese, a proposito di neofite. Oggi potrebbero affiancarsi anche Inter e Juventus, ma insomma è importante star lì, ora che c’è la sosta per la Nazionale e ora che chiude il mercato, sperando arrivi l’acquisto in attacco che Gasperini sta aspettando. Nel frattempo anche il Pisa è stato battuto, stavolta il gol nel secondo tempo è stato di Soulé, dopo che l’ingresso di Dybala ha cambiato il volto alla partita.
Ma la Roma ha vinto da grande squadra, soffrendo un paio di ripartenze ad inizio gara, risolte da Svilar, poi crescendo nel tempo, imponendosi anche di fronte a certe incertezze dell’arbitro, dominando gli avversari ad inizio ripresa dopo l’ingresso di Paulino, e infine gestendo il finale. Nel primo tempo la partita è stata complicatissima per via della strabordante fisicità con cui Gilardino ha impostato questo Pisa, reduce (con un altro allenatore, Inzaghi) dalla bellissima cavalcata della promozione dalla B. A quella squadra già strutturata (con i vari Canestrelli, Caracciolo, Marin, Touré e Moreo, tutti tra i 180 e i 190 cm) si sono aggiunti altre pertiche come Aebischer e giganti come i ventunenni Lusuardi (brasiliano di 190 cm) e Meister (danese di 192 cm).
Così, con spallate e buone giocate, Gilardino si è tolto lo sfizio alla prima giornata di strappare un punto sul campo dell’Atalanta di Juric e ieri si è messo di nuovo a specchio contro la Roma di Gasperini: così nel confronto tra 3421 si sono trovati in contrapposizione nei dieci duelli disegnati sul campo i tre attaccanti romanisti Soulé, Ferguson ed El Shaarawy contro i tre centrali (da sinistra) Lusuardi, Caracciolo e Canestrelli, le due linee da quattro in mezzo con Wesley contro Angori, Cristante contro Aebischer, Koné contro Marin (l’unico duello con mismatch fisico a vantaggio romanista) e Angeliño contro Touré, e poi, dietro, il confermatissimo Hermoso se l’è vista con Tramoni, Mancini ha avuto il suo da fare contro Meister e Ndicka ha controllato Moreo.
Chiaro lo spartito tattico, Gasperini ha chiesto ovviamente ai suoi di fare la partita, e Gilardino, conoscendo il vecchio maestro, ha accettato di buon grado, alzando il livello agonistico confidando proprio sulla fisicità e approfittando di ogni piccola incertezza per creare seri grattacapi a Svilar. Come all’8’ e al 10’: prima su una bella incursione a destra di Touré con Angeliño, un po’ troppo morbido nella marcatura, perfettamente incornata dall’area piccola da Meister con Mancini in ritardo, su cui il portierone serbo si è prodotto in una paratona in due tempi, d’istinto e di tecnica; poi su una transizione centrale, con lo stesso Meister che si è aperto fuori linea a sinistra, inseguito da Mancini, e da lì ha provato a beffare Svilar calciando di esterno destro verso il palo più lontano, sbagliando però la mira di un metro abbondante.
La Roma nel primo tempo ha calciato pochissimo verso la porta di Semper, appena due, di cui una nello specchio, e senza alcuna pericolosità. Il baricentro dei giallorossi (stavolta in completo orange, maglia, pantaloncini e calzettoni, non un inedito nella storia, ma con questa “purezza” quasi) è rimasto però molto alto e Gilardino proprio per questo motivo ha accarezzato a lungo l’idea di tirare uno scherzo al suo vecchio tecnico.
Ma nel secondo tempo è cambato tutto. Plasticamente, a rendere il senso del nuovo corso è stato Dybala, entrando al posto di un deludente El Shaarawy. Gasperini non ha cambiato nulla dell’assetto, tenendo Soulé nel centro destra (da lì era stato l’unico a creare problemi al Pisa), lasciando Ferguson davanti (bravissimo nelle sponde, poco servito invece con il petto alla porta) e impiegando la Joya in una zona in cui non eravamo abituati a vederlo, praticamente da ala sinistra.
Già al 4’ Soulé, giocatore decisamente più maturo ed incisivo rispetto alla versione più fumosa dello scorso anno, ha spaventato Semper. Al 5’ c’è stata una timida protesta romanista per un contatto in area tra Lusuardi e Wesley, spinto alle spalle con un’intensità che l’arbitro ha giudicato non fallosa. All’8’ la Roma ha sfiorato il vantaggio, con una transizione guidata da Soulé fin dentro l’area, poi invece di tirare Mati ha cercato di servire Dybala, trovando l’opposizione di una mano non ritirata da Canestrelli: anche in questo caso vibranti proteste, e ampi cenni da parte di Collu di proseguire. Allora Dybala ha ripreso palla e ha cercato di servire Ferguson, venendo fermato in corner. E sul calcio d’angolo dopo un altro batti e ribatti ha provato a trovare il varco giusto Hermoso, senza fortuna. La sensazione era però che il gol fosse maturo e neanche il tempo di pensarlo che è arrivato davvero: l’azione è partita ancora da Dybala a sinistra, di esterno l’argentino ha trovato in mezzo all’area Ferguson che ha controllato il pallone proprio in attesa dello scarico giusto per un compagno, poi individuato in Soulé che in una sorte di pallavolistica “veloce” ha calciato forte di sinistro sorprendendo Semper.
In vantaggio la Roma ha sentito l’avversaria vicina al ko e ha prodotto il massimo sforzo. Così sei minuti dopo è arrivato pure il gol del raddoppio, sullo stesso asse: Dybala stavolta dalla fascia ha calibrato un lungo cross in area verso Soulé, nel contrasto con Lusuardi la palla è rimasta lì e Mati è stato lestissimo a sbatterla in rete. Ma Meraviglia ha ripassato l’azione al Var e ha notato un tocco di mano non esattamente distringuibile a velocità normale dell’argentino, inducendo Collu all’annullamento. Con i cambi di Gilardino è cominciata un’altra partita: dentro per il Pisa Cuadrado, Nzola e l’ex Calabresi, poi Gasperini ha risposto inserendo Dovbyk per Ferguson. Il Pisa ci ha provato con un paio di conclusioni da lontano con Aebischer, poi sono entrati anche Celik, Stengs e Leris, e Svilar ha stemperato le ambizioni di Stengs e Cuadrado. Al 90’ Koné ha ribaltato il Pisa da solo, porgendo poi a Dovbyk una palla facile da trasformare nel 2-0 finale, ma Semper ha respinto di piede, consegnando al pubblico (quasi 12000 paganti, tra cui 1000 romanisti compatti dietro lo striscione Curva Sud) un finale con i brividi, in cui anche Rensch e El Aynaoui hanno dato il loro contributo, fino al triplice fischio, che ha sancito la gioia di Gasperini e della sua gente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA