Parliamo di Stadio della Roma. Ne parliamo con Michele Civita, assessore alle Politiche del Territorio, alla Mobilità e ai Rifiuti della Regione Lazio e soprattutto uomo delegato dal Presidente Zingaretti all'affaire stadio.

Assessore come è iniziata questa nuova conferenza dei servizi? Cosa è andato storto con la prima Cds?

«Bene, il clima è costruttivo, così mi è stato raccontato. I pareri negativi del Comune di Roma e della Città metropolitana e la richiesta di apposizione del vincolo sulle gradinate del vecchio Ippodromo ci hanno costretti a chiudere la Conferenza negativamente».

Sarebbe dovuta finire a febbraio, invece l'ultimo atto è stato di luglio. Questa volta ce la farete a concludere i lavori entro la fine della vostra legislatura?

«La Conferenza si è chiusa a luglio perché le leggi impongono di dare ai proponenti la possibilità di presentare osservazioni al fine di superare i dissensi espressi dagli enti. Nel frattempo la procedura avviata dal Mibact non ha determinato l'apposizione del vincolo sulla vecchia gradinata e il Comune di Roma ha votato in Consiglio la conferma della pubblica utilità, modificando alcuni dei contenuti della vecchia delibera. I proponenti hanno tenuto conto della nuova delibera di Roma, presentando delle modifiche sostanziali al vecchio progetto, che hanno determinato la necessità di convocare una nuova Conferenza dei Servizi. L'attuale Conferenza sta studiando un progetto che già conosce da tempo e oggi può concentrarsi sulle modifiche, verificando l'impatto che queste novità progettuali determineranno in quel delicato quadrante della città. Per questo, l'obiettivo di chiudere entro la fine dell'attuale legislatura è credibile».

Al di là dello stadio che impatto avrebbe l'opera sulla città?

«La scelta di localizzare a Tor di Valle il nuovo stadio della Roma, compiuto anche dall'attuale amministrazione comunale di Roma, in variante al Prg, impone a tutte le amministrazioni coinvolte una seria verifica ambientale per tutelare l'ansa del Tevere e la sicurezza idrogeologica, verificare il sistema dei trasporti pubblici, verificare la viabilità privata, già oggi fortemente congestionata. La Regione Lazio, con questo spirito e con questi obiettivi, sta lavorando per garantire un importante impianto per il futuro alla As Roma e per migliorare la qualità della vita delle persone, con nuove opere e servizi utili alla collettività».

Sarà garantito l'accesso all'area con mezzi pubblici?

«Per noi l'obiettivo del 50% di spostamenti verso lo Stadio con il trasporto pubblico, già contenuto nella delibera comunale, va realizzato. Sulla Roma Lido il Governo ha finanziato 180 milioni per acquistare nuovi treni e ammodernare la linea. Gli uffici regionali stanno predisponendo i bandi di gara per trasformarla in una moderna infrastruttura. Tutto ciò dovrà essere al servizio dei pendolari. Le risorse aggiuntive che arriveranno con il progetto, dovranno servire per gestire l'importante afflusso di tifosi. Inoltre, con il ponte pedonale che collegherà la Magliana con Tor di Valle, si potrà utilizzare anche la linea ferroviaria FL1, che abbiamo già potenziato con nuovi treni e una frequenza di 7,5 minuti negli orari di punta».

Si parla tanto del ponte di Traiano. È veramente questo il vero nodo da sciogliere?

«La realizzazione del Ponte di Traiano, opera integrante del vecchio progetto, può aiutare a smistare il traffico, che altrimenti avrebbe come unico sfogo il Gra o Viale Marconi/Cristoforo Colombo. I proponenti hanno da poco consegnato le integrazioni richieste sulla mobilità privata. Gli uffici della Regione stanno valutando le varie ipotesi, senza alcun pregiudizio, con l'unico scopo di verificare le scelte migliori per la città. Spero che tutti facciano altrettanto. I tifosi hanno il diritto di godersi la partita in un nuovo stadio, bello e moderno, ma hanno anche il diritto di arrivarci e di tornare a casa senza rimanere imbottigliati nel traffico. Quell'area ha bisogno di molteplici opere infrastrutturali».

Che significato ha la costruzione di uno stadio per la Roma?

«Lo stadio, oltre ad essere un importante e necessario impianto per una squadra di calcio di respiro internazionale come la Roma, è un'occasione preziosa per rispondere alle criticità di quel territorio. Ma ha anche un valore simbolico. Per attrarre nuovi investimenti, capaci di offrire nuove occasioni di lavoro e di sviluppo, le istituzioni devono dare tempi certi e procedure trasparenti, altrimenti perdono la loro credibilità».