Atac-Regione: battaglia legale sui 77 milioni

Delibere sui crediti al Tar. L’azienda dà 30.000 euro ai legali Meleo: «Senza concordato servizio bloccato». Poi la retromarcia

Marco Battistini
11 Gennaio 2018 - 09:04

Una bomba ad orologeria che rischia di esplodere da un momento all'altro. La questione Atac assume dimensioni esplosive. Innanzitutto c'è alle porte lo scontro con la Regione Lazio sulla vicenda della compensazione dei crediti. La Spa del trasporto pubblico ha incaricato lo studio legale degli avvocati Antonio Catricalà, Damiano Lipani e Francesca Sbrana di difendere l'azienda al Tar del Lazio nel giudizio contro le due delibere della Regione che bloccano di fatto 77 milioni di euro. Una consulenza legale per 30.434 euro.

La Regione Lazio ha deciso di non pagare all'Atac 77 milioni di euro di contratto di servizio per le Ferrovie concesse. La somma trattenuta nelle casse della Pisana corrisponderebbe «ai debiti che Atac ha nei confronti di Cotral e della Regione Lazio derivanti dalla mancata redistribuzione degli introiti della bigliettazione legata al Metrebus».

Oltre alla disputa legale destinata comunque ad avere conseguenze sui rapporti politici fra Comune di Roma (azionista di Atac) e Regione Lazio, nelle ultime ore la tensione è salita alle stelle dopo le dichiarazioni dell'assessora Linda Meleo, che ha lanciato l'allarme sul trasporto pubblico. «Se il concordato non dovesse andare a buon fine e tramutarsi in un fallimento aziendale o in una amministrazione straordinaria già dal 27 gennaio ci sarebbe il rischio di blocco del servizio». L'affermazione è stata fatta nel corso della seduta delle commissioni capitoline congiunte Mobilità e Bilancio, nell'ambito dell'illustrazione della proposta di delibera per la proroga dal 4 dicembre 2019 al 3 dicembre 2021 dell'affidamento ad Atac del servizio di trasporto pubblico nella Capitale.

«Se non ci fosse la proroga che supporta il piano industriale - ha spiegato Meleo - piano che è ancora work in progress, il pericolo di blocco del servizio sarebbe molto concreto».

La gara teoricamente si potrebbe anche fare. Ma fra qualche anno. «Il nostro obiettivo è avere un servizio di trasporto pubblico in house in grado di erogare un servizio efficiente dopo decenni. Con questa delibera ci prendiamo 4 anni per valutare come organizzare il servizio dopo il 2021 e che può essere o con il rinnovo in-house o con l'eventuale messa a gara», ha spiegato la Meleo illustrando la proposta di delibera.

«Atac ha due anime – ha spiegato Meleo – una su ferro e una su gomma e organizzare una gara di questo tipo era impossibile in due anni. Questa proroga comporterà anche la proroga del contratto di servizio e il costo verso Atac per km erogato è già nel vecchio contratto quindi non cambiano le condizioni e i costi per Roma Capitale». In serata l'assessora Meleo ha fatto una parziale retromarcia. «A Roma non c'è nessun rischio paralisi del servizio di trasporto pubblico -ha scritto la Meleo sul proprio profilo facebook- alcune mie dichiarazioni sono state mal interpretate. Proverò a essere più chiara. Il servizio sarà assolutamente garantito. Questa Amministrazione ha un piano strutturato da portare avanti e un cronoprogramma definito. Non ci siamo mai tirati indietro davanti alle sfide e non lo faremo di sicuro oggi».

Sul piede di guerra le opposizioni che hanno chiesto e ottenuto di rinviare l'espressione di parere sulla proposta di delibera che prevede la proroga.

«Si è trattato di un atto di responsabilità, quella che non sembra avere affatto il governo capitolino pentastellato che ogni giorno dimostra di essere la contraddizione di se stesso -ha affermato Orlando Corsetti, consigliere capitolino del Pd- infatti, dopo aver demonizzato in tutti i modi il regime delle proroghe, sul Tpl il M5S decide incredibilmente di protrarre l'affidamento ad Atac sostenendo, tra l'altro, che non c'erano i tempi per bandire una gara pubblica. Una giustificazione inaccettabile soprattutto per quanto riguarda l'assessore Meleo che è espressione della Giunta Raggi dal luglio 2016, un periodo più che sufficiente per dare mandato agli uffici di preparare tutti gli atti necessari per una procedura ad evidenza pubblica. L'inerzia dell'assessore, in questi lunghi mesi, su un tema così delicato come il trasporto pubblico e la proposta di proroga utilizzata come la classica ‘pezza a colori' vale alla Meleo, per quanto mi riguarda, una richiesta di dimissioni immediate. Inoltre, ho chiesto che il testo presentato oggi in commissione venga sottoposto a un nuovo parere dell' Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che si era già espressa precedentemente in modo negativo sull'ipotesi di una proroga , decisione quest'ultima che sembrerebbe essere in contrasto con le regole del libero mercato».

Con l'avvicinarsi delle elezioni lo scontro politico è destinato ad essere sempre più aspro.

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