Da Zaragoza a Malen e Vaz, l'attacco ora è rivoluzionato
I quattro innesti hanno cambiato il volto della Roma di Gasp. C'è anche Venturino nelle rotazioni lì davanti: con Milan e Udinese ha dimostrato di poter dare vivacità
(GETTY IMAGES)
E rivoluzione sia. Quella auspicata e chiesta a gran voce in estate da Gian Piero Gasperini, al fresco della pianura inglese durante il ritiro al St. George’s Park, si è invece materializzata e conclusa nel bel mezzo dell’inverno, metabolizzata appieno nel freddo di Udine. Quattro innesti, tutti nel reparto offensivo, vera cartina tornasole delle potenzialità della sua Roma, come sin dal primo giorno aveva indicato («Tutto dipenderà da quanto saremo forti lì davanti»). Due più due, verrebbe da dire o meglio da scorporare seguendo il giudizio che il tecnico ha fornito dei nuovi arrivi: un colpo di fortuna, Malen, un ragazzo che darà una grossa mano, Zaragoza, e due giovani che rappresentano più il futuro che il presente, come Venturino e Robinio Vaz. Per come ha fiutato questa stagione e per quello che pensava servisse di più, probabilmente Gasperini avrebbe speso i 25 milioni del talentino arrivato dall’OM per un profilo più pronto, ma oramai è inutile piangere sul... soldo versato.
Fuori Bailey e Baldanzi, Dovbyk ai box, El Shaarawy e Ferguson scivolati in un’ultima fila delle rotazioni. L’attacco della Roma è cambiato, stravolto, rivoluzionato con diverse coppie che proveranno a dare il loro contributo per raggiungere la Champions.
Paulo & Mati
Rimasto tutto invariato sul centro-destra: saranno Dybala e Soulé le pedine di Gasp. Spesso hanno giocato insieme, d’ora in poi, per caratteristiche, appare più probabile una staffetta tra i due talentuosi argentini.
Dribbling e cambio di passo
Fisicità quella sconosciuta, ma rapidità di passo, dribbling e capacità di creare spesso superiorità numerica. Chiederà questo Gasperini sia a Zaragoza che a Venturino, ovvero fornire all’attacco giallorosso quell’imprevedibilità che spesso manca, lo strappo per mandare in tilt le difese avversarie. Pellegrini in seconda battuta rimarrà sempre un’opzione valida, El Shaarawy rischia di vedere poco il campo.
Malen e poi gli altri
La nuova gerarchia è apparsa chiara sin da subito: gioca Malen, poi gli altri vengono dopo. Robinio Vaz proverà a farsi trovare pronto e crescere alle spalle dell’olandese, Ferguon e Dovbyk, nelle retrovie, a sgomitare per avere un po’ di spazio. Ma d’ora in poi rischia di non esser molto.
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