Scherzi da calendario in tempi di Covid, la Roma torna ad affrontare il Genoa allo Stadio Olimpico più di un anno e mezzo dopo l'ultimo precedente. Era un caldissimo 25 agosto 2019 e Paulo Fonseca era all'esordio sulla panchina della Roma, preceduto solo dalla sua fama offensivista e dal numero di trofei vinti in Ucraina dopo una buona carriera iniziale nel suo paese. In fondo non è passato molto tempo, anche se la Roma oggi è un'altra e quel giorno allo stadio si affollarono quasi 40.000 spettatori. Oggi (calcio d'inizio ore 12,30, per la terza volta in questo campionato si gioca all'ora di pranzo: nei due precedenti – sempre all'Olimpico – la squadra ha affrontato Inter e Udinese raccogliendo un pareggio, 2-2, e una vittoria, 3-0) scenderà in campo una squadra molto diversa da quella: quel giorno giocarono Fazio e Jesus difensori centrali, due ali come Florenzi e Kolarov, due centrocampisti, Cristante e Pellegrini, e quattro punte, Ünder, Zaniolo, Dzeko e Kluivert. Oggi Fonseca ricorre a Fazio e Jesus solo quando gli mancano i quattro centrali titolari e magari anche il quinto aggiunto, Cristante. Il sistema di gioco è un altro, la squadra più equilibrata, anche se resta ancora alto il numero dei goal subiti.
Al Genoa peraltro di gol la Roma ne ha fatti parecchi. C'è quasi una regola costante nelle ultime uscite: che si vinca o si pareggi sempre tre sono i goal segnati. Successe anche quel giorno, quel 25 agosto 2019, 3-3 il risultato finale. Poi la Roma andò a vincere 3-1 nella gara di ritorno, stesso risultato conseguito quest'anno nella gara d'andata, domenica 8 novembre 2020. E 3-2 è finita anche l'ultima partita vinta all'Olimpico contro i rossoblù, stagione 2018-19.
Se un po' è cambiata la Roma, per il Genoa sembra trascorso un secolo. Di allenatori da quel giorno se ne sono succeduti addirittura cinque. Ad affrontare Fonseca quel giorno fu Andreazzoli che fu presto esonerato per far posto a Thiago Motta, che fu presto esonerato per far posto a Davide Nicola, che fu poi esonerato per far posto a Rolando Maran, che fu presto esonerato per far posto a Ballardini…ma da quando sulla panchina genoana c'è seduto questo allampanato signore dalla curiosa postura davanti alla panchina, dritto come una sentinella e privo di qualsiasi espressività, le cose sembrano definitivamente cambiate: da quando c'è lui, dal 23 dicembre scorso, ha messo in fila 5 vittorie, 5 pareggi e due sole sconfitte, con il Sassuolo (2-1) e con l'Inter (3-0) per un totale di 20 punti in 12 partite. Hanno battuto lo Spezia, pareggiato con la Lazio, perso con il Sassuolo e con Juventus (ai supplementari) in Coppa Italia, poi battuto il Bologna e pareggiato con l'Atalanta, vinto in successione con Cagliari, Crotone e Napoli,pareggiato a Torino, col Verona e nel derby in rimonta, arrendendosi solo alla superiorità dell'Inter la scorsa settimana. Fonseca ha detto che si aspetta una squadra coraggiosa, pronta a pressare alta accettando il confronto a viso aperto. Ci permetterà se ne dubitiamo un po': le strategie tattiche delle squadre che affrontano la Roma ormai si somigliano l'una con l'altra e a dominare è quasi sempre il pensiero che aspettandola bassa e lavorando sulle transizioni si possono ottenere risultati maggiori piuttosto che affrontarla sul suo stesso terreno.
Questa è anche una partita che evoca dolci ricordi, strazianti pomeriggi passati a salutare con le lacrime agli occhi il più grande di tutti alla sua ultima passerella, gagliarde vittorie piene di belle reti con firme d'autore, ma anche con interpreti diversi: e magari una sforbiciata spettacolare di Florenzi è valsa gli stessi punti di un goal di Dumbia. In un modo o nell'altro anche oggi di punti ne servono tre: perché domani sera Inter e Atalanta lasceranno qualcosa per strada, come ieri sera ha fatto la Lazio arrendendosi alla Juventus.