«Vorche è 'n mago pe' segna'!», recita la celebre Canzona di Testaccio, e dice il vero. Rodolfo Volk, detto "Sciabbolone", o "Sigghefrido", era nato per fare gol. In cinque anni, tra il 1928 e il 1933, ne mette a segno centoquattro, che fanno di lui il quinto miglior marcatore nella storia della Roma. E contro il Milan, stasera avversario dei giallorossi, decide il primo confronto di Serie A nella Capitale: l'1-0 con cui vinciamo a Campo Testaccio il 23 marzo del 1930 porta proprio la sua firma.

Tre stagioni più tardi, i giallorossi ospitano il "Diavolo" a fine febbraio, proprio come oggi: il 26, per l'esattezza. Siamo nella stagione 1932-33 e la Roma è allenata dall'ungherese Lajos Kovacs, che dopo sei giornate ha preso il posto del connazionale Baar. Per la gioia dei tanti accorsi a Campo Testaccio, i giallorossi riportano una «brillante e facile vittoria», come scriverà Il Littoriale all'indomani della partita. Il risultato finale è di 4-0: ad aprire le danze, dopo 10' di gioco, proprio Volk con una botta in diagonale che non lascia scampo al portiere avversario Compiani. Pochi minuti più tardi, al 23', Fasanelli sigla il raddoppio: non c'è storia, troppo fragile la difesa rossonera per tenere a bada le scorribande della Roma. Costantino colpisce prima dell'intervallo per il tris, quindi cala il poker definitivo nella ripresa. "Sciabbolone" risulta il migliore in campo assieme agli altri due marcatori.

Il ritorno di Ago

Roma e Milan si affrontano a febbraio anche nel 1960, nel giorno di San Valentino: contro i rossoneri (campioni d'Italia in carica) rimontiamo due volte lo svantaggio e strappiamo un buon 2-2 con David e Orlando. Con un salto di venticinque anni, veniamo al 24 febbraio 1985: è il giorno in cui Agostino Di Bartolomei e Nils Liedholm tornano all'Olimpico da avversari. Il Barone batte 1-0 la Roma grazie al gol di Virdis, Ago viene accolto con uno striscione che recita: «Bentornato Capitano».

Lo striscione della Curva Sud dedicato a Di Bartolomei nel giorno del suo ritorno all'Olimpico da avversario in Roma-Milan del 24 febbraio 1985

A ritmo di samba

Quattordici anni più tardi, il 27 febbraio 1999, la Roma di Zeman (a caccia di un posto in Coppa Uefa) ospita il Milan di Zaccheroni, che corre per lo Scudetto (poi vinto ai danni della Lazio). «Totti sale in cattedra e non c'è più gara», scrive il giorno seguente la Gazzetta. Dopo un arrembaggio rossonero nei primi minuti, Aldair e compagni prendono in mano. Il gol che decide la partita arriva al 64': il Dieci pennella dalla destra, Paulo Sergio di testa anticipa tutti (perfino Delvecchio, pronto a colpire) e batte Abbiati. Tutti a fare festa sotto la Sud: per il Milan si tratta della prima sconfitta dopo undici risultati utili consecutivi; per la Roma, una vittoria determinante in ottica qualificazione Uefa.

Piacere, Nicolò

L'ultimo precedente casalingo a febbraio contro il Milan risale a due stagioni fa: il 3 febbraio 2019 la squadra allenata da Di Francesco riceve i rossoneri di Gattuso dopo il pari choc (da 3-0 a 3-3) contro l'Atalanta, che ancora brucia. In Curva Sud una commovente coreografia ricorda Antonio De Falchi nel trentesimo anniversario della sua morte: «Curva Sud Antonio De Falchi», recita uno striscione, a corredo di tanti ritratti del giovane tifoso giallorosso ucciso nel 1989. In campo, le cose non vanno come previsto, ma la Roma strappa un punto rimontando l'iniziale svantaggio firmato Piatek. A firmare l'1-1 a inizio secondo tempo pensa Nicolò Zaniolo: dopo due bei gol sotto la Nord contro Sassuolo e Torino, il giovane talento romanista si sblocca anche sotto il settore che è il cuore pulsante del tifo romanista. Confermando le stimmate da predestinato intraviste nelle precedenti partite. Come a volersi presentare ai tifosi doc: «Piacere, Nicolò»