Dzeko ko? Tanto contro il Milan sarebbe andato in panchina, la sua assenza Fonseca l'aveva già decisa (teoria tutta da dimostrare). Non sappiamo a voi, ma a chi scrive questa barzelletta, perché tale è, è capitato di sentirla o leggerla in qualche bacheca demoniaca dei social. Diciamo pure che contro il Milan il bosniaco si sarebbe accomodato al fianco di Fonseca (magari un po' più lontano), ma come si fa a non pensare che il suo infortunio sia stato una di quelle tegole che possono essere decisive nelle fortune di una squadra? Tegola, oltretutto, arrivata in un periodo in cui la Roma giocherà, più o meno, ogni tre giorni, oggi il Diavolo, mercoledì la Fiorentina, domenica prossima il Genoa e dopo quattro giorni la sfida d'andata degli ottavi dell'Europa League contro i vecchi amici di Fonseca dello Shakthar. Dovrà o potrà giocarle tutte Borja Mayoral?

La risposta non può essere positiva. Anche se il centravanti spagnolo arrivato dal Real Madrid, in questa stagione ha giocato parecchio di più rispetto al prevedibile e forse neppure lui, quando è sbarcato da queste parti, pensava che avrebbe avuto così tanto spazio. Lo certificano i numeri. Al punto, addirittura, che Mayoral ha una presenza in più rispetto a Dzeko: venticinque per il bosniaco (fermato anche dal Covid e dal litigio con Fonseca), diciotto in campionato, sei in Europa League, una in coppa Italia; ventisei per lo spagnolo, diciasette in campionato, otto in Europa, una in coppa Italia. Anche il minutaggio non è poi così a vantaggio di Edin (1.534 minuti) nei confronti di Mayoral (1292), mentre i gol vedono lo spagnolo avanti (11) rispetto a Dzeko (10). In pratica si può dire che i due centravanti della rosa fonsechiana, si sono più o meno divisi il ruolo nell'arco di un po' tutta la stagione.

Ecco, divisi è la parola chiave, soprattutto in questa annata infinita in cui è praticamente vietato tirare il fiato. Perché ora chi potrà essere un'alternativa allo spagnolo? Fonseca nei fatti e con le parole, un paio di risposte ce le ha già date. La prima in campo. Ricordate la partita a Marassi contro il Genoa? Dzeko non era a disposizione, il portoghese schierò Mayoral tenendolo in campo un'ora. Poi al suo posto sistemò Mkhitaryan. La risposta dell'armeno fu da campione: due gol da centravanti per confezionare la tripletta.

La seconda risposta Fonseca ce l'ha data ieri in conferenza stampa. Quando ha detto che El Shaarawy può essere il centravanti alternativo in questo periodo della stagione (almeno un paio di settimane) in cui Dzeko sarà costretto a fare lo spettatore. Per il Faraone, peraltro, non è certo un ruolo sconosciuto. Nel suo primo anno al Milan di fatto giocò spesso come numero nove segnando, oltretutto, quasi un gol a partita. Poi arrivò Balotelli e quel Faraone così prolifico scomparve.

Vedrete, nelle prossime quattro partite, uno tra El Shaarawy e Mkhitaryan lo vedremo giocare come centravanti. Ovviamente con una Roma che giocherà in maniera diversa rispetto a quando in campo c'è il bosniaco. Comunque non tanto differente da quella con Mayoral che è attaccante che attacca la profondità. El Shaarawy lo può fare. Un Faraone recuperato può essere davvero un'arma in più per Fonseca. E per se stesso, visto che il suo contratto, come scritto nel comunicato di semestrale, stadio e dintorni, il suo contratto prevede un'opzione di prolungamento di un anno (scadenza 2024) legata a gol e presenze. L'ideale per lui, e per noi, sarebbe che si portasse avanti con il lavoro.