Cala il debito della Roma. Non c'è da stappare nessuna bottiglia di champagne, ma il comunicato emesso dalla società (come preteso dalla Consob) sulla situazione finanziaria del club, ha evidenziato come l'indebitamento (al trenta dicembre scorso) sia sceso a 253,4 (300,2 nel giugno 2020) con una diminuzione di 46,8 miloni. I numeri in rosso rimangono comunque importanti. Ci sarà bisogno di continuare a lavorare come stanno facendo i Friedkin. C'è infatti da sottolineare che i numeri sono diminuiti perché la società ha deciso di convertire quei soldi messi a bilancio come finanziamento soci (anche Pallotta lo ha sempre fatto) in capitale. Da qui la diminuzione di quasi cinquanta milioni.

Andando a leggere nel dettaglio il comunicato, si può prendere atto di come, dall'agosto scorso (ma succedeva anche prima con Pallotta, lo ribadiamo per correttezza) mensilmente sia stata messa liquidità nelle casse della società: dieci milioni ad agosto, cinquantatrè a settembre, quindici a ottobre, quaranta nel dicembre scorso. Soldi necessari per garantire le spese che, come sappiamo, sono tante e importanti. Soldi che sono stati più del prevedibile a causa di questa maledetta pandemia che da un anno ha sconvolto l'intero pianeta.

Per rendersene conto basta pensare alla questione botteghino: abbonamenti e biglietti per le singole partite. Alla seconda voce la Roma (come tutte le altre società) ha dovuto rinunciare nella parte di campionato del dopo lockdown (garantendo agli abbonati un voucher da sfruttare quando si tornerà allo stadio). A entrambe le voci, in questa stagione dove i cancelli degli impianti si sono aperti solo per far entrare squadre, arbitri, dirigenti, fotografi, giornalisti steward, pompieri. Incasso dunque zero. Se si ricorda che la Roma, mediamente, negli anni scorsi in una stagione da abbonamenti e biglietti incassava circa trentacinque milioni, si può capire facilmente come il danno sia enorme (in una stagione senza Champions equivale a più di un quinto dell'intero fatturato).

Sperando prima o dopo di tornare a vedere le stelle, c'è da ribadire come il lavoro che aspetta la nuova società sia ancora lungo e dispendioso. Si lavorerà in questo senso. Puntando anche a limare alcune spese. Esempio: sempre spulciando il comunicato, si può prendere atto che tra i debiti commerciali ci sono quindici milioni di euro di commissioni a procuratori e affini (e alcuni di questi procuratori hanno già fatto un'ingiunzione di pagamento). Capito perché i Friedkin vogliono cambiare i numeri delle commissioni?