Ha combattuto tutto l'anno con l'emergenza, Paulo Fonseca, tanto che ormai partire per Bologna senza Mancini e Santon, oltre allo squalificato Pedro, ai lungodegenti Zaniolo e Pastore (mai utilizzati quest'anno) e con Mirante che non è certo neppure di recuperare per la panchina (tanto che sono stati chiamati sia Boer che Farelli, oltre a Pau Lopez) non sembra neppure fare più di tanto notizia.

Giovedì, nella fredda notte di Sofia, oltre al primo gol da grande di Milanese, l'altra buona nuova è stata il ritorno in campo di Smalling. La Roma ha penato tanto per riavere a disposizione il centrale difensivo tornato per fine prestito al Manchester United prima dell'ottavo di finale 2019-20 con il Siviglia, e finora lo ha potuto sfruttare solamente in 5 gare sulle 16 giocate quest'anno (tra cui l'ultima di Europa League, in cui vincere o perdere non faceva alcuna differenza). Le prime 3 le ha saltate perché non era stato ancora (ri)acquistato, è arrivato con un infortunio che gliene ha fatte subito saltare altre 3, poi ne ha giocate 4, e ne ha mancate altre 5 tra un'intossicazione alimentare e il riacutizzarsi di un dolore al ginocchio.

Allarme difesa

Se gli infortuni sono diluiti un allenatore ha gioco facile nel rimediare, facendo giocare sempre la prima riserva, i problemi veri arrivano quando tanti giocatori sono fuori causa contemporaneamente, nello stesso reparto: Fazio, Kumbulla e Santon (che non è un difensore centrale come gli altri due, ma ci avrebbe giocato vista l'emergenza) hanno preso il Covid nello stesso periodo, quello in cui era fuori causa anche Smalling, e un volta (Cluj-Roma, lo scorso 26 novembre) pure Mancini e Ibanez. La prima mossa per rimediare all'emergenza nel reparto arretrato è stata l'arretramento della posizione di partenza di Cristante (che peraltro con le prestazioni sempre più convincenti di Villar rischia di trovare poco spazio sulla linea mediana), quel giorno fu spostato indietro anche Spinazzola, con l'esordio stagionale di Calafiori.

Utile si è rivelato anche Juan Jesus, che per le prime tre di campionato (non a caso quelle con il mercato aperto, tanto per dargli un segnale) non è stato convocato neppure per la panchina: Fonseca però non lo ha mai del tutto abbandonato (anche lo scorso anno smise di utilizzarlo il 25 settembre, ma poi gli regalò una mezz'ora all'ultima giornata, con la Juve, per farlo sentire ancora parte del progetto) e il brasiliano, che andrà in scadenza il prossimo 30 giugno, ha fatto la parte sua, raccogliendo 3 presenze in campionato, e 6 su 6 in Europa League (2 dalla panchina, 4 dall'inizio).

Il Covid ha creato problemi a tutte le squadre, alla Roma ha tolto, oltre a Fazio, Kumbulla e Santon (che ha pure una lesione al flessore, e non gioca da ottobre) anche Dzeko e Diawara. Il capitano, grazie alla sosta delle nazionali di novembre, ha saltato solamente due gare, con Genoa e Parma, ma per la Roma non è mai facile sostituire un pezzo del suo calibro: stavolta invece sono arrivate due vittorie. Ben più lungo è stato lo stop di Diawara, che ha saltato 7 partite (le stesse di Calafiori: per gli osservatori disattenti l'assenza del 18enne cambiava poco, il gran gol allo Young Boys dimostra il contrario). E che anche ora che è tornato ha un rendimento ben diverso dalla scorsa stagione: la prossima sfida per Paulo Fonseca, l'uomo dell'emergenza, sarà recuperare la migliore versione del centrocampista guineano.