Dzeko e Mayoral zero minuti insieme, ma è un'opzione. L'ha confermato Fonseca di recente, ha glissato ieri in conferenza stampa con il suo classico «vediamo domani». Ma oggi pomeriggio al Dall'Ara potrebbe essere davvero la volta buona. Si sente meno solo quest'anno Dzeko e non è un mistero. Senza scomodare i tempi in cui Salah o El Shaarawy, o ancora il miglior Perotti, ne esaltavano le caratteristiche con dei duetti di alto livello, nell'ultima stagione, dove insieme agli esterni di difranceschiana memoria Kluivert e Cengiz Ünder ha faticato un po' di più, il capitano non ha brillato.

Il dibattito sulla solitudine del bosniaco, motivo di una certa insofferenza per il giocatore stesso, in questa stagione non va più di moda. L'esperienza e la classe di Mkhitaryan e Pedro hanno fatto "compagnia" a Edin. Che, con lo spagnolo assente per squalifica dopo il doppio giallo rimediato nella contestata Roma-Sassuolo, con tutta probabilità a Bologna avrà un partner "vero" d'attacco. Sempre spagnolo, Borja Mayoral, ma più attaccante degli altri, non a caso arrivato nella Capitale come vice-Dzeko.

Più di un'idea per Fonseca, che ha tenuto Perez in campo 90 minuti (stesso minutaggio anche per l'ex Real Madrid e Levante) a Sofia in Europa League e aggiungendo una punta di movimento ma d'area di rigore rinuncerebbe così a uno dei trequartisti mobili che potrebbe invece servire in corso di partita per offrire nuovi strappi alla manovra offensiva. Con Mayoral vicino Dzeko può giocare come già in passato in carriera e come gli capita spesso in nazionale, e con Mkhitaryan dietro a ispirare. Un motivo in più per ritrovare la via del gol, anche perché il traguardo è già fissato e si chiama Amadei, ossia 111 gol con la Roma. Ovvero meno uno per Edin, che è a quota 110.

Al Bologna, poi, Dzeko ha già segnato abbastanza e, curiosità, solo in trasferta, al Dall'Ara appunto. Quattro reti da quando è in Italia su cinque partite giocate al Dall'Ara, un impianto che evidentemente gli porta bene. Solo una volta non ha segnato ai rossoblù a Bologna e bisogna tornare con la memoria alla Roma di Di Francesco, nel settembre 2018, quando i giallorossi furono sconfitti per 2-0 dalla squadra allora allenata da Pippo Inzaghi. Quattro gol, tutti sotto il settore ospiti, verso la curva giusta. Una volta su rigore nella sua prima stagione nel rocambolesco 2-2, due volte su assist di Perotti (vittoria per 3-0 nel 2016-17 e nell'1-1 prima di Barcellona-Roma di Champions nel 2018, partendo dalla panchina) e nella scorsa stagione su assist di Pellegrini al 94': una delle più belle esultanze da quando è a Roma. Che sia di buon auspicio per un altro pomeriggio d'amore?