Ottantotto minuti. I migliori della Roma in questa stagione. Sottraiamo i primi due che ci hanno fatto tornare in mente gli inizi dei due tempi a San Siro. Questione di approccio e su questo Fonseca dovrà lavorare, di sicuro lo farà. Per il resto, una Roma quasi da stropicciarsi gli occhi, roba del tipo da Firenze del dicembre dello scorso anno, alla Fiorentina di ieri sera. Convincente in ogni zona del campo. Quei tre dietro che non hanno paura di niente e di nessuno, sarà un caso ma con il ritorno di Smalling ci sono da registrare con piacere due partite consecutive senza gol al passivo. Quei due in mezzo al campo che stanno diventando sempre più una coppia con Pellegrini che continua nella sua risalita al ruolo di protagonista che gli compete. Quei due esterni che andavano e tornavano che era una bellezza, e se Spinazzola, autore pure del primo gol, non è certo una sorpresa, che bello finalmente scoprire il Karsdorp che sembrava perduto tra insicurezze figlie di una miriade di infortuni. E poi, quei tre davanti che pensano e giocano calcio da campioni, capaci ogni volta che entravano in possesso della palla di regalare la sensazione della giocata e del gol (il secondo è stato di una bellezza celestiale). Il tutto arricchito da una straordinaria aggressività sulla palla, da un gioco di squadra che tutto è stato meno che un'ipotesi, da un senso del gruppo che ha concesso zero palle gol a una Fiorentina che è ripartita da Roma ridimensionata ben al di là del punteggio che i giallorossi avrebbero meritato ben più largo.

Ma va bene così, ci mancherebbe. A patto, a cominciare da chi scrive, che ora l'obbligo sia quello di continuare a rimanere con i piedi per terra, consapevoli che margini di miglioramento ci sono e pure importanti, che le grandi squadre danno risposte per una stagione, non per una partita. Se proprio vogliamo trovare una carenza nella Roma che ha scherzato con i viola, c'è forse da sottolineare come abbia tardato troppo a chiudere gioco, set e incontro, tra gol falliti di un niente e prodezze di un Dragowski che a Firenze non avevano mai visto nella versione ammirata ieri sera all'Olimpico. Già alla fine del primo tempo, i giallorossi avrebbero meritato un vantaggio assai più largo, anche alla faccia di alcune nefandezze arbitrali che Orsato non ci fa mai mancare, lo considerano il miglior arbitro italiano, da queste parti sicuramente no, magari con noi sarà soltanto sfortunato (ma non è così).

È una vittoria di tutti, ma un pizzico di più del signor Paulo Fonseca, il tecnico portoghese che continua a essere poco simpatico a qualcuno di troppo. Non sarà il top, ma ha il coraggio di essere se stesso e questo coraggio lo sta trasmettendo alla sua squadra. Quella che abbiamo visto contro la Fiorentina è la Roma che ha in testa (e deve fare a meno di Zaniolo), modellata in funzione dei giocatori che ha disposizione, in particolare quel terzetto di giovanotti in attacco. Ha capito, mister Fonseca, che se quei tre avranno gli spazi giusti per mettere in pratica il loro calcio, di partite se ne vinceranno molte. Alla faccia di qualcuno di troppo.