AS Roma

«Tirana vale 1000 coppe»

A scuola e sui social, Pellegrini esalta la Conference: «Era il mio vero sogno» Con lui, anche Mancini, Cristante ed El Shaarawy, che festeggiano le 300 presenze con la Roma

(SPORT E SALUTE)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
05 Febbraio 2026 - 06:00

Ci sono momenti che hanno un valore inestimabile. Il prezzo del biglietto, si dice. Come quella sera del 25 maggio di quattro anni fa. «Era il mio vero sogno. Giocare per la Roma è sempre stato l’inizio: il mio piccolo vero sogno era alzare una coppa con la mia maglietta del mio cuore». Parola di chi quella Conference League l’ha alzata per mostrarla  a un popolo: Lorenzo Pellegrini. Quella coppa che «ne vale mille» e che torna anche quando ci sono da festeggiare le 300 presenze in giallorosso. Lo hanno fatto lui, il 7, e i suoi compagni Mancini, Cristante ed El Shaarawy ai canali del club.

Per ultimo, il difensore: «Se ripenso a quando sono arrivato, ai primi giorni a Trigoria, riavvolgo il nastro ed è un’emozione fortissima». Oltre alla finale col Feyenoord, nei suoi ricordi c’è anche un altro momento. Un connubio tra gioia e passione: la zuccata nel derby del 2024. Con DDR in panchina. Che richiama la zuccata di Bryan, in extremis, a Udine. La palla che varca la porta, l’esultanza collettiva e l’iconica vena del tecnico. «Serviva la vittoria per continuare a credere nella rincorsa», spiega. Una delle tante in questi anni colmi di romanismo. Sono quasi nove per ElSha, togliendo quella breve parentesi in Cina. Lui, capitano designato per il criterio delle apparizioni a inizio stagione, è tra i quattro colui ad aver vissuto maggiormente la passione della piazza. Con “Pelle”, la notte dello storico 3-0 al Barcellona: «Ho impressa la fotografia del mio quasi-gol del tris in quella serata. Poi  abbiamo segnato con Manolas. È stata una notte indimenticabile in cui abbiamo fatto una grandissima impresa». Ma la testa va anche all’Arena Kombetare. Allo scatto, quello con la coppa in alto, che più di tutti rappresenta anni d’oro.

Una lezione d’oro

Per sempre Tirana. Non è esagerazione. Ed è lo stesso Pellegrini a cercare di tramandarne i valori. Anche di fronte ai più piccoli; accade nel cuore del quartiere Torrino, nel sud della Capitale. Più precisamente, nella palestra della scuola primaria “Fiume Giallo” dell’Istituto Comprensivo Matteo Ricci. Lì, a margine del primo incontro dell’iniziativa avanzata da Sport e Salute insieme con Adidas, il 7 ha prima guidato (con l’ausilio di tutor del progetto “Scuola Attiva”) un’ottantina di bambini in una lezione di educazione fisica; dopodiché, spazio alle domande e al ricordo. «Ho vinto una sola coppa, ma per me ne vale mille». Niente da aggiungere. Tante le curiosità, invece, da soddisfare. Tra chi chiede del miglior gol in carriera («La punizione nel derby del 2022!») e una domanda sui compagni più fidati («Cito Gianluca Mancini, che conoscete bene; il secondo è Simone Missiroli, un amico con cui ho condiviso tanto al Sassuolo»), c’è spazio per una grande foto e alcuni autografi. Una lezione d’oro. Fatta di calcio, altruismo e perseveranza. La si ritrova nel racconto di Lorenzo: sin da piccolo sui campi di quartiere, fino alla Lupa sul petto e la Conference in bacheca. Esempio.

Dritti verso il futuro

Davanti, una strada spianata per potersi realizzare ancora. Stavolta, il discorso è collettivo e non individuale: c’è la Roma e c’è una sconfitta a cui porre rimedio, lunedì prossimo col Cagliari. Allo Stadio Olimpico, i tifosi torneranno a tifare. Senza sosta. Perciò, oggi si torna a lavorare a Trigoria. Sperando di poter riabbracciare Dybala coi rossoblù (difficile) e sapendo di poter contare in avanti su uno Zaragoza in più. Il futuro è tutto da scrivere, per i più esperti e i nuovi arrivati. Senza dimenticare quello che è stato il passato. Con la speranza, nel cuore, di rivivere notti come quelle. Speciali. Da Romanisti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI