Russia 2018 è una delle edizioni dei  Mondiali con il minor numero di romanisti degli ultimi anni. Un dato particolarmente strano, se si vanno a sfogliare gli annali. La Roma, infatti, è una squadra che ha espresso negli anni un gran numero di campioni del mondo e, data l'esclusione di Nainggolan dalla rosa del Belgio, ha portato in Russia solamente 3 giocatori (qui gli orari per seguirli in tv). Certo, uno di questi quattro è Alisson, portiere titolare del Brasile, candidato alla vittoria finale. Poi ci sono Kolarov, terzino sinistro titolare nella Serbia, e Fazio, difensore centrale dell'Argentina (altra potenziale vincitrice del Mondiale. In 20 edizioni del Mondiale la Roma è la quarta squadra al mondo per numero di campioni del mondo. Infatti, sono sedici i giocatori che, negli anni, dopo aver vestito la maglia giallorossa durante la stagione hanno conquistato la Coppa del Mondo con la propria Nazionale. In questa speciale classifica seguiamo Juventus (24), Bayern Monaco (22) e Inter (20), ma il rapporto tra giocatori convocati e vincitori del Mondiale dà nettamente ragione alla Roma.

Per quanto riguarda i campionati, la Serie A è ampiamente al comando, con 110 campioni del mondo provenienti da squadre italiane. Segue il Brasileirão (89), la Deutsche Bundesliga (80) e la Primera División Profesional de Uruguay (45). Sorprende che alcuni campionati, come la Eredivisie o la Primeira Liga portoghese, non abbiano mai espresso un singolo campione del mondo, mentre la Japan J-1 League ne ha avuti due.

Inoltre i giallorossi guidano i club europei nella speciale classifica stilata tenendo conto della relazione fra convocati e campioni: la percentuale dei giallorossi è del 28%, tre punti in più rispetto al Borussia Mönchengladbach, che segue con il 25%. La Roma, in generale, è la quinta squadra al mondo, e segue il quartetto delle squadre brasiliane che hanno svolto la funzione di serbatoio per i successi della Seleção tra il 1958 e il 1970: Santos, Cruzeiro, Palmeiras e Corinthians. La squadra di Pelé è in cima alla classifica, con un impressionante 54%.

La Roma è divenuta la prima europea, però, grazie anche al contributo degli stranieri: Rudi Völler e Thomas Berthold nel 1990, Aldair nel 1994, Vincent Candela nel 1998 e Cafu nel 2002. E proprio il terzino brasiliano, campione d'Italia nel 2000/2001, ha permesso ai giallorossi di entrare in un club esclusivo: la Roma può vantare, infatti, di aver avuto un giocatore che sia riuscito ad alzare la Coppa da capitano della propria nazionale.

Con la 21esima edizione, le classifiche dovranno essere aggiornate. La Roma, però, non cambierà molto la propria posizione e, anzi, potrebbe migliorarsi: con uno dei quattro giallorossi capace di divenire il 17esimo romanista campione del mondo, la Roma manterrebbe il comando nella classifica europea del rapporto tra convocati e campioni (scendendo ipoteticamente al 27%). Dai dati e dalle classifiche, in ogni caso, si capisce che il Mondiale è roba nostra: anche senza l'azzurro, un trofeo tinto di giallorosso.