Nessuno stratega della panchina e nessun manager di una società di calcio in un libro di memorie o in qualche intervista rivelatoria ha mai contemplato che tra le possibilità di far gruppo con la squadra da dirigere si potesse un giorno prevedere anche la videoriunione via Skype. Eppure succede anche questo in questi strani giorni da Coronavirus.

Venerdì pomeriggio il Ceo della Roma Guido Fienga ha riunito tutti i giocatori della rosa, l'allenatore Fonseca e il direttore sportivo Petrachi in una videoconferenza a trenta schermi per illustrare gli ultimi aggiornamenti sull'emergenza in atto e ascoltare dalla viva voce di tutti i protagonisti ogni possibile considerazione da condividere per mantenere integro il patto stretto tra la squadra e la società.

In giorni in cui dal pianeta calcio a livello mondiale provengono curiose notizie di fughe e di insubordinazioni mascherate più o meno esplicitamente da considerazioni di opportunità familiare che in ogni caso non è nostra intenzione sindacare, nel club giallorosso sembra essersi instaurato un clima solidale che coinvolge tutti.

Con la riunione plenaria, Fienga ha tenuto a rassicurare i giocatori circa l'efficacia del piano di protezione partito ormai da dieci giorni. E già prima dello stop imposto al calcio dai decreti governativi, i protocolli che erano stati adottati a Trigoria (e ovviamente negli uffici dell'Eur) erano improntati alla massima prudenza.

Dunque ci sono ragionevoli motivi per pensare, a distanza di tanto tempo, che nessuno dei giocatori della Roma, degli uomini dello staff e dei dirigenti, compresi tutti i familiari della cerchia più ristretta, possano essere stati contagiati. E per mantenere alta l'efficacia di questi protocolli ovviamente è stato ribadita ai giocatori l'importanza dell'autoisolamento in casa.

Anche perché al momento resta fissata per tutti la data ipotetica di rientro in campo al 5 aprile. E non si può ignorare che ogni giocatore che volesse lasciare il paese, come hanno fatto ad esempio Cristiano Ronaldo, Higuain e altri tesserati della Juventus per tornare dai familiari magari in un altro continente, al rientro in Italia sarebbe ovviamente sottoposto ad un altro periodo di isolamento di due settimane: e per essere presenti all'eventuale convocazione del 5 aprile, la quarantena dovrebbe cominciare oggi...

Fienga ha poi illustrato l'operatività della società anche in questo momento di teorico passaggio di proprietà: il presidente Pallotta ha infatti garantito l'appoggio e gli interventi finanziari che si rendessero necessari per la continuità aziendale tanto che la Roma è in linea con il pagamento degli stipendi secondo le scadenze abituali.

Così la questione degli eventuali tagli agli ingaggi, di cui tanto si sta discutendo tra le società nelle varie runioni di Lega e nei confronti con l'assocalciatori, non è stata neanche affrontata. Il club al riguardo ha fatto sapere che l'argomento sarà trattato solo quando saranno definiti tempi e modalità di riavvio delle attività. Solo allora sarà possibile valutare la situazione nella sua globalità e arrivare a definire eventuali nuovi accordi in deroga alle intese contrattuali attualmente in essere.

Ciò che conta maggiormente a oggi è la salute fisica e morale di ogni elemento della rosa. E per far questo il club si è detto pronto ad ascoltare tutte le esigenze. Ad ogni giocatore, per esempio, è stato messo a disposizione un kit di strumenti di allenamento - ovviamente per quelli che non ne fossero già provvisti - per eseguire i programmi personalizzati forniti da tecnici e preparatori. Ed è stata offerta disponibilità specifica per la risoluzione di ogni singolo problema legato magari a questioni pratiche anche di natura familiare, ovviamente soprattutto per i giocatori stranieri.

Reciproco apprezzamento, infine, è stato riconosciuto per la grandiosa attività di solidarietà di cui la società si è resa protagonista anche grazie al contributo di tutti i tesserati. Anche questo è un modo per fare gruppo. Siamo sicuri, andrà tutto bene.