Olimpiadi Milano-Cortina, giornata d’oro per lo slittino: festa doppia
A Tokyo passarono 11 minuti tra gli ori di Jacobs e Tamberi. Ieri ne sono passati 63 tra Andrea Voetter e Marion Oberhofer, e Simon Kainzwalder ed Emanuel Rider, campioni e campionesse con lo slittino
(GETTY IMAGES)
A Tokyo passarono 11 minuti tra gli ori di Jacobs e Tamberi. Ieri ne sono passati 63 tra altri due, che però riguardano quattro atleti. Momento storico quello vissuto sulla pista Eugenio Monti a Cortina da Andrea Voetter e Marion Oberhofer, oro nel doppio femminile di slittino, e Simon Kainzwalder ed Emanuel Rider, che hanno fatto altrettanto nel doppio maschile. Quello che è avvenuto ieri fa passare in secondo piano qualsiasi altra cosa successa ai Giochi.
Per il doppio femminile nello slittino era la prima volta ai Giochi. E la prima nell’albo d’oro sarà quindi per sempre l’Italia. È stata proprio la prospettiva olimpica a convincere Andrea Voetter e Marion Oberhofer, due autentiche pioniere, a continuare a crederci nonostante qualche problema fisico negli ultimi periodi. Molti le conoscono solo oggi, ma avevano già un palmares importante in specialità non olimpiche, ma anche un bronzo mondiale nel 2023 nella specialità che ieri le ha viste trionfare. Hanno sofferto anche nelle 4 manche, ma alla fine hanno battuto di 120 millesimi le tedesche Eitberger/Matschina e di 0.259 le austriache Egle/Kipp.
Clamorosa l’impresa di Simon Kainzwalder ed Emanuel Rider. Hanno iniziato la run decisiva dal terzo posto. Attenzione: recuperare due posizioni nello slittino è praticamente impossibile. Anzi, improbabile. Non per i due azzurri, che con una seconda parte di gara incredibile hanno firmato il miglior tempo e poi hanno assistito ai vani tentativi di superarli da parte di Austria e Stati Uniti. Il tutto sotto gli occhi della presidente del CIO Kirsty Coventry. C’erano solo due precedenti: Paul Hildgartner e Walter Plaikner nel 1972, Kurt Brugger e Wilfried Huber nel 1994. Lo slittino italiano non regalava un oro all’Italia da Torino 2006, quando vince Armin Zoeggler, oggi direttore tecnico.
Chiusura dedicata alla pista: meno male che è stata costruita.
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